Al Salone del Libro di Torino asse Pd-Avs con i dem Usa per rilanciare l’odiosa gabella: la “lectio-magistralis” su come mettere le mani nelle tasche degli italiani che lavorano e producono nel segno di Bernie Sanders, e con Mr Cgil convitato di pietra che ha stilato la proposta per stangare chi guadagna di più 1,3%
La Patrimoniale torna al centro della narrativa della sinistra italiana. Al Salone del Libro di Torino, Elly Schlein e Nicola Fratoianni partecipano all’evento dedicato a Contro l’oligarchia, il pamphlet di Bernie Sanders pubblicato da Chiarelettere. E sullo sfondo si riaccende lo scontro politico con il centrodestra che rilancia aspramente il dibattito sulla tassazione dei patrimoni.
Patrimoniale, quell’oscuro oggetto del desiderio della sinistra con cui ridefinire i contorni socio-economici del ritratto di borghesia in rosso. Rieccoci: Schlein e Fratoianni tornano a indossare la logora divisa da Robin Hood e a rispolverare lo slogan sempreverde del “togliere al ricco per dare al povero”, con uno scudiero armato di manuali d’antan da brandire per tornare a farsi largo tra le fila del Pd: Maurizio Landini.
In cima alla lista dell’ordine del giorno torna a spiccare la super tassa che odora di stangata. Peccato che lo scenario sullo sfondo non sia la foresta di Nottingham o il palazzo di un re dispotico, ma l’Italia che lavora e produce, e quell’oscuro oggetto del desiderio chiamato casa, e che all’ombra di foreste rosse e sogni di penalizzazioni di ritorno si stagli l’ennesimo attacco a Palazzo Chigi. Ma procediamo con ordine.
Patrimoniale, Schlein e Fratoianni tornano alla carica
E ripartiamo da un classico: non c’è niente di più vecchio del nuovo che avanza a sinistra. Mentre Elly Schlein cerca di accreditarsi come volto moderno della “nuova” opposizione, le ricette che mette in tavola sanno di muffa vetero-marxista e di esproprio proletario vagheggiato. Il pulpito scelto per arringare le folle è quello del salotto ricavato al Salone del Libro di Torino dove la segretaria del Pd, scortata dall’immancabile Nicola Fratoianni – pronto a disarcionare il paperone di turno in sella a una Tesla – si appresta all’ultimo arrembaggio in linea con l’anima più estrema dei Democratici americani.
La “lectio-magistralis” nel segno di Bernie Sanders (con Landini convitato di pietra)
Tutto è pronto per sabato pomeriggio: la scenografia al Lingotto è quella della presentazione del pamphlet Contro l’oligarchia di Bernie Sanders, noto senatore statunitense e figura di spicco della sinistra americana, pubblicato in Italia da Chiarelettere. Lady Elly e don Nicola sono pronti. E anche se la prendono alla lontana, l’intento è chiaro: dispensare al Lingotto una ennesima lezione di patrimoniale. Ossia, fuor di metafora: una vera e propria lectio magistralis su come rimettere le mani nelle tasche degli italiani. Altro che i toni istituzionali del recente incontro con Obama; qui il clima è quello della “rivoluzione dal basso”, un’impostazione che strizza l’occhio al radicalismo di Alexandra Ocasio-Cortez e che sembra uscita direttamente dai libri di testo sulla Guerra Fredda.
Nel mirino chi lavora e produce
Il bersaglio è il solito, vecchio chiodo fisso della sinistra nostrana: la patrimoniale. Con la benedizione di Maurizio Landini e della sua Cgil, l’obiettivo dichiarato è un’imposta ordinaria sull’1% più ricco. Peccato che, nel lessico della Schlein e di Fratoianni, “ricco” non sia il grande speculatore internazionale, ma chiunque abbia commesso il “reato” di lavorare onestamente, risparmiare e magari tramandare i frutti di una vita di sacrifici. E il set da ri-allestire quello di un’Italia fatta di piccole imprese e tradizioni familiari, in cui la sinistra insegue il modello Silicon Valley per colpire, in realtà, il ceto medio. Sì perché nel Bel Paese non è che abbondino come negli Usa i moderni “paperoni della tecnologia”…
Patrimoniale, Schlein e Fratoianni e il solito vecchio sogno nel cassetto
Ma tant’è: il fido Fratoianni è già pronto a indossare la divisa d’ordinanza griffata col marchio “Tax the rich” (non per nitente, sottolinea Libero in edicola, «sarà proprio Nicolone da Pisa, nel tour italiano di Sanders, a consegnargli una maglietta con la scritta»)… Il sogno di Elly e compagni? Sempre lo stesso, da ritirare fuori dal cassetto ciclicamente: la patrimoniale. Styavolta però con una rivisitazione sul tema incentrata sulla “discutibile” proposta della Cgil di cui sopra.
È la solita solfa: non sapendo creare ricchezza, i “marxisti 4.0” si specializzano nel distruggere quella degli altri, spacciando per giustizia sociale quello che è solo un accanimento ideologico contro chi produce.
E alla fine della fiera, prima che tutto comincia, il morale della favola è chiaro: dal palco del Lingotto più che guardare al futuro la sinistra rispolvera il solito fantasma di una tassazione punitiva che l’Italia non può più permettersi…
fonte: secoloditalia.it



