L’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas ha denunciato una “reazione globale contro i diritti umani universali” in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, sottolineando che “65 Paesi criminalizzano ancora le relazioni omosessuali consensuali, in chiara violazione del diritto internazionale”.
In una dichiarazione a nome dell’Ue, Kallas ha ribadito che “tutto ciò deve finire” ed ha esortato gli Stati ad abrogare le leggi discriminatorie e a bloccare nuove norme contro le persone Lgbti.
“Laddove persistono disuguaglianze e discriminazioni, la democrazia non può prosperare”, afferma la dichiarazione, secondo cui “l’uguaglianza non è un’opzione, ma il fondamento di società libere e resilienti”.
Bruxelles denuncia inoltre che le persone Lgbti continuano a essere vittime di “violenze, discriminazioni, incitamento all’odio e stigmatizzazione”, oltreche di campagne di disinformazione.
L’Ue promette di continuare a sostenere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani Lgbti “anche attraverso finanziamenti stabili e prevedibili”, mentre la futura strategia della Commissione sull’uguaglianza Lgbtiq+ punterà a rafforzare la protezione dalla violenza e a contrastare odio e discriminazione, “anche online”.



