Inergia, nelle terre del vento: il punto sull’eolico e sulla burocrazia con le Regioni e gli esperti di settore

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impianti eolici

Confronto serrato tra addetti ai lavori e rappresentanti delle Regioni di Puglia, Campania e Basilicata al Green Fair di Bari. L’azienda marchigiana: “Tempi troppo lunghi per autorizzazioni, così si mettono a rischio gli investimenti”

Puglia, Campania e Basilicata coprono da sole oltre il 58% della produzione di energia eolica ma per raggiungere gli obiettivi europei del 2030 occorre rendere più snelle, univoche e trasparenti le procedure del cosiddetto “permitting”, l’iter burocratico che può superare i 10 anni di durata pregiudicando investimenti e la stessa operatività degli impianti.

È quanto emerso dal confronto tra istituzioni, professionisti, sviluppatori e grandi player industriali del settore energetico, con la partecipazione dei coordinatori delle Commissioni di Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dei referenti regionali competenti in materia energetica e ambientale di Puglia, Campania e Basilicata, che si è tenuto nei giorni scorsi alla Fiera del Levante di Bari in occasione di Green Fair – Agorà delle Energie Rinnovabili, manifestazione internazionale dedicata alla transizione energetica, alle energie rinnovabili e all’innovazione sostenibile. Il company talk dal titolo “Eolico in Italia: stato dell’arte e prospettive di sviluppo” era promosso da Inergia, azienda marchigiana leader nel settore delle rinnovabili con numerosi progetti già avviati nelle tre regioni coinvolte nel dibattito.

Secondo i dati GSE relativi al periodo 2020-2023 c’è una crescita particolarmente significativa in Puglia, che è passata da 1176 GW a 1387 GW di potenza installata, registrando un incremento del 17,94%.

Più contenuta la crescita della Campania, salita da 618 GW a 642 GW (+3,88%), così come quella della Basilicata, passata da 1417 GW a 1459 GW (+2,96%). Numeri che confermano il Mezzogiorno tra i territori più dinamici e strategici nel percorso di transizione energetica nazionale, anche se è emersa anche la necessità di accelerare investimenti, procedure e infrastrutture per sostenere una crescita più omogenea dell’intero comparto nel Sud Italia.

Moderato da Fulvio Scia, presidente di Sinergia S.r.l., il talk ha approfondito lo stato dell’arte dei progetti eolici in Italia, soffermandosi sulle principali criticità operative e autorizzative che ancora rallentano la realizzazione degli impianti, ma anche sulle opportunità di sviluppo economico, industriale e occupazionale legate alla crescita del comparto.

Sono intervenuti Elena De Luca, coordinatrice della Sottocommissione PNIEC del MASE; Giampiero Baccaro, Coordinatore della Sottocommissione PNRR del MASE; Francesco Corvace, dirigente del Servizio Energia e Fonti Alternative e Rinnovabili della Regione Puglia; Simona Brancaccio, direttore generale dell’Ufficio Valutazioni Ambientali della Regione Campania; Rosalia Smaldone, dirigente dell’ufficio Energia del Dipartimento Direzione Generale dell’Ambiente, del Territorio e dell’Energia della Regione Basilicata, con la consulente legale Pasqua Mattia; il presidente Anev, Simone Togni, e Gioacchino Pignoloni, responsabile Sviluppo eolico di Inergia.

“Pensiamo che il legislatore debba programmare in maniera più puntuale – ha esortato Pignoloni – la presenza di progettazioni d’impianti confliggenti perché spesso emergono conflitti tra operatori differenti che si vedono autorizzare la medesima area.

Negli ultimi anni sta inoltre aumentando il gap d’attesa tra autorizzazioni e possibilità di realizzazione. Tutta questa incertezza mette a rischio, ovviamente, gli investimenti”.

Tempi lunghi della burocrazia che sono un ostacolo anche nel “repowering” di impianti esistenti che consente di aumentare la potenza e la producibilità utilizzando tecnologie più efficienti. La sostanziale riduzione del numero di turbine e l’utilizzo di infrastrutture già presenti determinano un minor impatto sul territorio.

“Eppure – spiega Roberto Cairoli, Direttore Tecnico di Inergia – nonostante questo ci permetterebbe di aumentare significativamente la produzione energetica, restano le problematiche legate all’eccessiva burocrazia. Una semplificazione autorizzativa anche in termini di facilitazione alla connessione alla rete renderebbe maggiormente efficace l’apporto del repowering eolico.

I repowering possono essere realizzati in tempi ridotti rispetto ai nuovi impianti consentendo di raggiungere importanti risultati in termini di decarbonizzazione contribuendo al raggiungimento degli obiettivi PNIEC.

Inergia ha avviato il processo di repowering dei propri impianti sfruttando configurazioni impiantistiche già predisposte per tali azioni di rinnovamento tecnologico”.