EMERGENZA EBOLA IN REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 

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ActionAid: “Evitare che l’Ebola interrompa scuola, protezione e servizi essenziali” 
Oltre 300 casi, più di 80 decessi e il rischio di aggravare una crisi umanitaria già fragile. La nuova epidemia di Ebola dichiarata nella Repubblica Democratica del Congo sta colpendo la provincia di Ituri, nell’est del Paese, un’area segnata da insicurezza, alta mobilità della popolazione e forte connessione transfrontaliera con i Paesi vicini, tra cui l’Uganda.
Restrizioni di movimento, controlli sanitari e possibili rallentamenti delle attività sul campo potrebbero compromettere interventi fondamentali per le comunità, dalla scuola alla protezione, fino alla prevenzione della violenza di genere. 
Il focolaio, dichiarato il 15 maggio 2026 dalle autorità sanitarie congolesi dopo la conferma di laboratorio di casi sospetti, interessa le zone sanitarie di Mongwalu e Rwampara. Casi sospetti sono stati segnalati anche a Bunia e sono in attesa di conferma.
Si tratta della 17ª epidemia di Ebola registrata nella Repubblica Democratica del Congo dal 1976 ed è causata dal virus Bundibugyo, uno dei ceppi associati alla malattia da virus Ebola in Africa. La situazione preoccupa anche per il rischio di diffusione transfrontaliera: l’Uganda ha dichiarato l’epidemia dopo la conferma di un caso importato.
Continuità degli interventi nelle comunità colpite.
ActionAid, presente a Ituri attraverso l’ufficio provinciale di Bunia, sta monitorando l’evoluzione dell’emergenza e adattando le proprie attività per ridurre i rischi di esposizione per personale, partner e comunità.
L’organizzazione è già presente e attiva con programmi di protezione, istruzione, sicurezza alimentare e risposta alle emergenze che hanno già raggiunto 220.000 persone nelle province di Ituri, Kivu Settentrionale e Kivu Meridionale.
ActionAid continua a coordinarsi con autorità provinciali, attori sanitari e umanitari, monitorando anche l’evoluzione della situazione in Uganda.