La Corte europea dei diritti umani riceve i ricorsi contro l’Italia sul mancato arresto di Almasri

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Il generale libico Njeem Osama Almasri Habish in una foto senza data pubblicata dalla piattaforma fawaselmedia.com.ANSA/COURTESY FAWASELMEDIA.COM +++ OBBLIGO DI CITARE IL CREDIT - FOTO DISTRIBUITA AI SOLI ABBONATI A SOLO SCOPO EDITORIALE +++ NPK +++

La Corte europea dei diritti dell’uomo annuncia di aver comunicato al governo italiano due ricorsi contro l’Italia riguardanti il caso della mancata esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti di Osama Almasri, ex capo della polizia giudiziaria libica, accusato di crimini contro l’umanità.

A presentare i ricorsi, riferisce la Corte europea, un cittadino sudanese e una cittadina ivoriana, che sostengono di essere stati vittime di tortura e maltrattamenti durante la loro detenzione in strutture penitenziarie controllate da Almasri.

I ricorrenti sono una donna ivoriana e un uomo sudanese, affermano di essere stati torturati dall’uomo, e che ora sono in Italia, si sono rivolti alla Cedu affermando che cosi facendo l’Italia ha violato i loro diritti.