Il mondo ha perso la bussola?
Mentre guerre e tensioni geopolitiche monopolizzano l’attenzione globale, la crisi della biodiversità accelera nel silenzio quasi generale.
Oltre 45mila specie animali e vegetali sono oggi a rischio estinzione. Con loro rischiano di sparire servizi essenziali per la vita: aria pulita, acqua, cibo, medicine, equilibrio climatico.
Non è una questione “ambientale”. È una questione di sopravvivenza.
Eppure, le priorità del mondo sono altre: nel 2023 sono stati investiti 220 miliardi di dollari per proteggere la natura e 2700 miliardi in spese militari. Dodici volte tanto.
Biodiversità cercasi
Crisi climatica, consumo di suolo, inquinamento e pressioni antropiche stanno impoverendo rapidamente gli ecosistemi italiani.
Lo denunciamo nel report Biodiversità a rischio: il nostro Paese è lontano dagli obiettivi fissati dalla Strategia europea al 2030.
Ma insieme alla biodiversità perdiamo anche molto: tradizioni, saperi locali, identità culturale ed economie territoriali.
La buona notizia è che le soluzioni esistono già.
Le Nature-Based Solutions – interventi basati sulla capacità rigenerativa della natura -stanno dando risultati concreti anche in Italia. Serve però una scelta politica chiara: lavorare con la natura invece che contro di essa
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