Quanto si pedala davvero in Italia?

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Vince il Friuli-Venezia Giulia, l’Abruzzo è la regione più appassionata del Giro, la Calabria chiude ultima: l’Indice di Casinos.com mappa le venti regioni italiane su dotazione infrastrutturale e ricerche Google

Friuli-Venezia Giulia in testa, Abruzzo paradossalmente primo per il tifo, Calabria in coda: la nuova classifica della cultura ciclistica italiana riserva più di una sorpresa. Mentre il Giro d’Italia 2026 entra nella sua settimana conclusiva, Casinos.com ha elaborato l’Indice della Febbre Rosa (IFR), un indicatore composito che misura la cultura ciclistica delle venti regioni italiane combinando la dotazione di percorsi ciclabili pro capite con tre indicatori di ricerca Google Trends a granularità regionale degli ultimi tre anni: “Giro d’Italia”, “bici da corsa” e “cyclette”.

Il risultato è una mappa che ridisegna la geografia ciclistica italiana, premiando le regioni meno scontate e ribaltando alcuni luoghi comuni.

Indice della Febbre Rosa (IRG) 2026 – La classifica completa

Friuli-Venezia Giulia in testa, Valle d’Aosta seconda

Vince il Friuli-Venezia Giulia con 80,20 punti su 100, davanti alla Valle d’Aosta (72,43) e alla Toscana (66,58). A trascinare il primato friulano è soprattutto il dato infrastrutturale: oltre 34 percorsi ciclabili catalogati ogni 100mila abitanti, il valore più alto registrato in Italia, sostenuto da dorsali internazionali come l’Alpe Adria che collega Salisburgo a Grado. La Valle d’Aosta, pur con una dotazione infrastrutturale più contenuta, conquista il secondo posto grazie a un’intensità di passione senza eguali: 100 su 100 nelle ricerche per “bici da corsa”, 100 su 100 nelle ricerche per “cyclette”, 88 sul Giro d’Italia. La Toscana chiude il podio appoggiandosi a un equilibrio raro tra tradizione sportiva, dotazione infrastrutturale (seconda assoluta) e cicloturismo amatoriale.

Il caso Abruzzo: settimo nell’indice, primo assoluto sulle ricerche per il Giro

Il dato più sorprendente dell’intera classifica arriva dall’Abruzzo, settimo nell’IFR con 59,47 punti ma primo in Italia nelle ricerche per “Giro d’Italia” con 100 su 100, davanti a Valle d’Aosta (88) e Friuli-Venezia Giulia (79). Una regione con dotazione infrastrutturale modesta (decimo posto) ma con un trasporto verso la corsa rosa che nessun altro territorio italiano replica. Il Giro 2026 ha fatto tappa proprio in Abruzzo il 15 maggio, sulla Cima Blockhaus, ma il primato abruzzese non si spiega con un solo evento: dura nel tempo, frutto di un rapporto storico tra la regione e la corsa rosa che attraversa decenni.

La mappa Nord-Sud: tre Italie del ciclismo

La classifica disegna tre Italie nettamente distinte. Le prime undici posizioni sono quasi interamente occupate da regioni del Nord e del Centro, con Friuli, Valle d’Aosta, Toscana, Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Marche, Lombardia e Liguria in fila compatta, intervallate dal solo Abruzzo (settimo).

Una fascia centrale comprende Molise, Umbria, Basilicata e Sardegna, sotto i 45 punti ma sopra i 30. In coda si attestano sei regioni del Centro-Sud sotto quota 30: Lazio (28,88), Puglia (27,27), Campania (26,20), Sicilia (24,87) e Calabria (23,02). Il Lazio in particolare è il dato più sorprendente della parte bassa: con Roma che ospita la passerella finale del Giro proprio il 31 maggio, ci si aspetterebbe almeno un picco di curiosità, mentre la regione registra 30 punti sul Giro e 30 sulla bici da corsa.

Metodologia

L’Indice della Febbre Rosa (IFR) è un indicatore composito elaborato da Casinos.com Italia per misurare l’intensità della cultura ciclistica nelle venti regioni italiane su una scala da 0 a 100. L’indice integra due dimensioni.

La prima (peso 40%) è la dotazione infrastrutturale espressa come numero di percorsi ciclabili catalogati pro capite (fonte: piste-ciclabili.com, dato regionale aggregato; popolazione residente: ISTAT 2024), normalizzata su scala 0-100 con metodo min-max.

La seconda dimensione (peso complessivo 60%) è articolata in tre indicatori Google Trends a granularità regionale relativi alle query “Giro d’Italia”, “bici da corsa” e “cyclette” (periodo: 20 aprile 2023 – 20 maggio 2026), ciascuna con peso del 20%.