A seguito delle continue pressioni esercitate da Animal Equality negli ultimi mesi e nel corso dell’ultima settimana, la Commissione europea ha compiuto dei progressi
Secondo una nuova bozza della strategia per il settore zootecnico visionata da POLITICO, la Commissione prevede di proporre una revisione delle norme sul benessere delle galline ovaiole e dei polli allevati per la loro carne entro la fine del 2026. Una proposta separata sul benessere dei maiali è attesa nel secondo trimestre del 2027.
La riforma del settore avicolo dovrebbe includere: l’eliminazione graduale delle gabbie, la fine dell’uccisione sistematica dei pulcini maschi, nuovi indicatori di benessere in azienda, requisiti equivalenti per i prodotti importati ed etichette delle uova aggiornate per indicare quali allevamenti hanno smesso di uccidere i pulcini maschi. La proposta per i maiali prevede il passaggio dalle gabbie ai recinti di gruppo, con indicatori di benessere e norme di importazione simili.
In questa bozza, la Commissione europea presenta il benessere animale come una componente essenziale della futura competitività e sostenibilità del settore zootecnico.
“Questo è un passo avanti importante e non è una coincidenza. Animal Equality ha dedicato mesi alla preparazione del caso: indagini, azioni legali e, la scorsa settimana, 170 attivisti e eurodeputati di diversi partiti al Berlaymont. Ma le date non rappresentano un divieto delle gabbie. Milioni di animali stanno ancora pagando il prezzo di una riforma che i cittadini europei attendono da tempo e chiedono a gran voce.
Il 7 luglio è la prova del nove. Ci aspettiamo un impegno chiaro e vincolante da parte della Commissione e non accetteremo niente di meno”, ha dichiarato Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality Europa.
Una settimana prima della pubblicazione della Strategia sull’allevamento, Animal Equality ha concluso la sua settimana di azioni a Bruxelles con un messaggio chiaro ai commissari Olivér Várhelyi e Christophe Hansen e alla presidente Ursula von der Leyen: attuate il divieto delle gabbie promesso a 1,4 milioni di cittadini europei entro il 2021.
Primo e secondo giorno: lunedì 22 e martedì 23 giugno, DG Sante e Berlaymont
La settimana di mobilitazione si è aperta davanti al Berlaymont con oltre 170 attivisti provenienti da tutta Europa, in concomitanza con il Consiglio AGRIFISH dei ministri dell’agricoltura dell’UE in Lussemburgo. La manifestazione ha illustrato le principali richieste della campagna per la Strategia sul’allevamento: un divieto vincolante delle gabbie, la fine dell’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova e una revisione completa della legislazione UE sul benessere animale. L’eurodeputato Sebastian Everding, vicepresidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo sul benessere e la conservazione degli animali, si è unito agli attivisti e ha preso la parola.
“Il benessere degli animali è importante per milioni di persone in tutta Europa. A Bruxelles, la voce di questi cittadini non viene ascoltata, perché prevalgono gli interessi economici. Il benessere degli animali non è un lusso. Si tratta di rispetto e compassione per tutti gli esseri viventi. La lobby industriale è potente, ma dobbiamo far sentire la nostra voce più forte insieme, affinché le nostre richieste a favore degli animali possano finalmente essere ascoltate fino agli uffici della signora von der Leyen e dei commissari Várhelyi e Hansen”, ha dichiarato l’eurodeputato Sebastian Everding.
Terzo giorno: mercoledì 24 giugno, dallo scontrino all’alba a Place du Luxembourg
Mercoledì si sono svolte due azioni in un solo giorno. Alle 7 del mattino gli attivisti hanno srotolato un gigantesco striscione a forma di scontrino davanti al Berlaymont, che elencava il “Costo dei vostri tradimenti”. Cinque anni di promesse non mantenute, rappresentati come una spesa al supermercato.
Lo stesso giorno, gli eurodeputati Niels Fuglsang (presidente dell’Intergruppo del Parlamento europeo sul benessere e la conservazione degli animali) e Tilly Metz (presidente onoraria dell’Intergruppo) hanno scritto congiuntamente ai commissari Hansen e Várhelyi, chiedendo che la Strategia definisca una tempistica chiara per la revisione completa della legislazione europea sul benessere degli animali.
Nel tardo pomeriggio, la campagna si è riunita in Place du Luxembourg, di fronte al Parlamento europeo, con eurodeputati di diversi partiti.
“Già cinque anni fa, il Parlamento europeo e 1,4 milioni di europei hanno chiesto di liberare tutti gli animali da allevamento dalle gabbie entro il 2027. Ma ad oggi, la Commissione europea non ha ancora intrapreso alcuna azione per vietare queste orribili gabbie. Non accettiamo ulteriori ritardi. Commissario, una promessa è una promessa da mantenere. Presenti la sua proposta e ponga fine all’inaccettabile sofferenza di tutti gli animali tenuti in gabbia”, ha dichiarato l’eurodeputata Anja Hazekamp, vicepresidente della commissione ENVI (Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza alimentare).
Quarto giorno: giovedì 25 giugno, scena del crimine presso la DG SANTE
La settimana si è conclusa davanti alla DG SANTE, la Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea. Attivisti in tute protettive hanno allestito una scena del crimine simbolica, delimitando l’area con nastro segnaletico recante messaggi indirizzati al commissario Olivér Várhelyi. Al centro dell’installazione, sagome di maiali, galline ovaiole e vitelli rappresentavano le vittime delle riforme non mantenute, attorno al messaggio: “Scena del crimine: promesse uccise qui”.



