Safari notturni in miniera: il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano li ha autorizzati?

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Attività che sembrano in contrasto con le norme sulle aree protette e la ZPS europea. Sarebbe questo il turismo sostenibile? 

Sulla pagina Facebook del Parco Minerario dell’Isola d’Elba e su altri social network  è comparsa una incredibile pubblicità che invita a partecipare a un “Safari notturno” all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: “Sali a bordo dei nostri storici fuoristrada militari e vivi un’avventura esclusiva tra natura, storia e panorami che di notte diventano ancora più emozionanti”.

Questa iniziativa del Parco Minerario dell’Isola d’Elba prevede due partenze ogni sera: 1° Tour: ore 21:30 – 2° Tour: ore 23:00 e si legge che  il tour comprende anche una “Visita al suggestivo Laghetto Rosso illuminato, dove i colori dei minerali si riflettono nell’acqua creando uno spettacolo unico”.

Quindi, mentre la Provincia autonoma di Bolzano proibisce le attività motoristiche all’interno delle aree protette e di quelle sensibili, anche per evitare l’inquinamento acustico e luminoso, all’Isola d’Elba, in pieno Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nel bel mezzo della Zona di Protezione Speciale (ZPS)  dell’Elba Orientale, istituita ai sensi della Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, si organizzano safari notturni con mezzi militari pesanti e inquinanti e si crea inquinamento luminoso in aree dove vivono specie come la pernice rossa, rapaci diurni e notturni e pipistrelli che sarebbero protetti dalla Legge 394/91 sulle aree protette e dalle normative europee e nazionali.

Ci chiediamo inoltre se, oltre all’inquinamento da rumore e gas di scarico, quale sia l’impatto su una rete stradale che ha mostrato più volte fragilità.

Eppure, nel Piano di gestione della ZPS approvato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano si legge: “Nel complesso minerario del Cantiere Rosseto, all’interno del Parco Minerario di Rio Marina, sono presenti 2 ingressi attualmente aperti. All’interno di questi ipogei sono note colonie di chirotteri di notevole interesse conservazionistico che risultano potenzialmente minacciate dal disturbo antropico”.

E ancora: “L’inquinamento luminoso è una conosciuta fonte di disturbo per gli uccelli e per molte altre specie animali” e tra le principali azioni previste si identificano: “Tutelare la biodiversità, gli habitat e le specie di interesse comunitario”.

Queste attività sembrano anche collidere con diversi articoli della Legge 394/91, con quanto previsto dal Piano del Parco Nazionale in vigore e con quello in via di approvazione. E la forma di gestione di questi raid notturni ci pare apra anche qualche problema per quanto prevede il Testo Unico degli Enti Locali per le società in house come la Parco Minerario.

I safari notturni arrivano dopo il softair con falsi fucili e divise dentro l’area protetta, mentre continuano le segnalazioni di bracconaggio e raid motocrossistici nell’ex area mineraria e mentre il Parco Minerario negli ultimi anni ha cambiato più volte presidente e direttivo. Ma ora pare proprio che qualcuno voglia trasformare il Parco in un Lunapark.

Chiediamo quindi al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano se abbia concesso il necessario nulla-osta per iniziative di questo tipo che non hanno niente a che vedere con la Carta europea del turismo sostenibile (CETS) e tantomeno con la Riserva della Biosfera MAB Isole di Toscana, e se esista la necessaria valutazione di incidenza ambientale per iniziative di questo impatto realizzate in una Zona di Protezione speciale Ue e di Rete Natura 2000.