Ufficializzata la costituzione dell’innovativo Movimento politico e civico che trae origine dalla confluenza di soggetti partitici, movimenti e associazioni sindacali e categoriali, intorno a un articolato programma politico e amministrativo incentrato, in termini assolutamente applicativi immediati e non teorici, su digitalizzazione e semplificazione accessibili per Tutti, lotta all’oppressione fiscale, esattoriale e burocratica, incentivi strutturali al lavoro autonomo e dipendente (e difesa dei redditi da esso derivanti contro ogni addizionale fiscale e tariffaria), centralità totale e sussidiaria dei Comuni e dei corpi sociali intermedi laici e cattolici, inclusione sanitaria, abitativa, bancaria e finanziaria e contrasto a ogni forma di criminalità urbana, organizzata e amministrativa
(Fonte: ufficio stampa) Nella trascorsa settimana, presso uno Studio notarile in Milano, è stato ufficialmente costituito il Movimento politico denominato “Liberazione Italia – La Nuova Resistenza”. Un momento non solo formale, che giunge al culmine di mesi di lavoro nei quali i promotori dell’iniziativa si sono occupati di predisporre un analitico Statuto e Atto Costitutivo, esplicativi di un progetto politico volto a riportare al centro delle attenzioni e della vita istituzionale, amministrativa e finanziaria i cittadini, i territori, la salute, il lavoro autonomo e dipendente e le imprese: tutto in attuazione di una strategia sussidiaria che colloca i Comuni, cuore pulsante dell’Italia dei Campanili, alla base e all’origine degli interventi per lo sviluppo dei servizi, delle infrastrutture e delle attività, correnti e di investimento, finalizzate a rendere effettivi i diritti personali, economici e sociali.
L’obiettivo è costruire una grande rete nazionale, variegata geograficamente e nello stesso tempo unitaria, capace di aggregare liste civiche, amministratori locali, associazioni, professionisti, capitani d’azienda e Persone, singole o in associazione, accomunati dalla volontà di contribuire al rilancio multidimensionale e polivalente del nostro Paese. Il movimento si prefigge la Liberazione della micro, piccola e media impresa, tramite la semplificazione amministrativa e fiscale e la certezza del quadro legale, in uno con la promozione della digitalizzazione dei pubblici uffici – in maniera comprensibile e utilizzabile da tutti -, con il conseguimento di una vera “pace esattoriale”, finora promessa a parole e negata nei fatti ma essenziale a ripristinare la serena liquidità monetaria delle famiglie produttrici, e con l’esaltazione del protagonismo delle eccellenze produttive, culturali e sociali presenti nelle nicchie di ogni Comune italiano.
Per i promotori, “Liberazione” significa “liberare l’Italia dalla criminalità organizzata, dagli sprechi della pubblica amministrazione, dalle contrapposizioni ideologiche, dalla mancanza di trasparenza e da una politica che ha troppo spesso privilegiato gli interessi di parte rispetto a quelli dei cittadini, alimentando unicamente un clima di illusioni a danno di questi ultimi e finendo con il creare un sentimento di contrapposizione e di reciproca diffidenza fra di essi e lo Stato. La Resistenza è un passaggio essenziale a salvaguardare i residui diritti rimasti, a riconquistare quelli che sono stati sottratti, ad acquisire quelli che corrispondono alle nuove sfide economiche e all’obiettivo di fare fronte alle sopraggiunte sensibilità sociali e alle nuove e maggiori povertà sempre più estese ai ceti medi e ai redditi fissi”.
Alla guida del movimento sono stati nominati i seguenti Dirigenti: Segretario Marco Cadeddu; Vice Segretario Laura Comito; Presidente Mario Faoldi; Vice Presidente: Roberto De Bortoli.
Tra i fondatori e componenti del Consiglio Direttivo figurano inoltre: Erminio Brambilla; Ivano Tonoli; Mattia Di Ghionno; Fabrizio Falzoi. I fondatori sono promotori e vertici di diverse realtà politiche e associative. In particolare, i partiti politici Unione Cattolica e Primo Polo confluiscono nel nuovo progetto di Liberazione Italia – La Nuova Resistenza. Al movimento aderiscono inoltre numerose associazioni categoriali e sindacali, tra cui Confedes Fede e Liberamente, assieme ad altre realtà geografiche e sociali, con l’obiettivo di creare una rete nazionale composita al servizio di cittadini, imprese, pensionati e famiglie, attuando in senso laico e universale la Dottrina sociale Cattolica e la prima parte della Costituzione Italiana.
Nel corso delle ultime settimane, diversi esponenti politici, sia di maggioranza che di opposizione, hanno chiesto a Ivano Tonoli quale fosse il posizionamento del nuovo Movimento. “Liberazione Italia si colloca dalla parte degli Italiani”, è stata la concisa risposta, emblematica dell’intenzione dei promotori di concentrarsi sui problemi concreti del Paese, mettendo al centro lavoro, sviluppo economico, sostegno alle famiglie, tutela delle persone più fragili, valorizzazione delle imprese e contenimento dei costi tariffari, energetici, fiscali, esattoriali e procedurali che hanno trasformato quello italiano in uno Stato regressivo, antitetico al dettato costituzionale e totalmente a carico di una base sempre più ristretta di contribuenti tartassati e tracciabili.
Liberazione Italia – La Nuova Resistenza si propone come una collocazione comune aperta a cittadini, amministratori locali, professionisti, imprenditori, associazioni e giovani che desiderano contribuire con competenza, responsabilità e spirito di servizio alla costruzione di un’Italia più giusta e moderna, più progressiva e competitiva: “Non è stata soltanto firmata la costituzione di un nuovo movimento politico. È nato ufficialmente, e in concreto, un progetto teso a restituire fiducia agli Italiani e a dimostrare che con onestà, competenza e partecipazione è ancora possibile contribuire al rilancio economico, sociale e morale di un Paese meraviglioso e capace di tornare alla capacità attrattiva e al protagonismo globale delle epoche passate”.




