Caccia, l’OIPA scrive al Papa: «Interceda contro il “Ddl Sparatutto”, è una minaccia per il creato»

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L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) ha inviato una lettera formale a Sua Santità Papa Leone XIV per chiedere un Suo autorevole e accorato intervento contro l’approvazione del Disegno di Legge 1552, il cosiddetto “DDL Sparatutto”.

Il provvedimento, già approvato dal Senato e in arrivo domani alla Camera, minaccia di smantellare i principi fondamentali della tutela della fauna e degli ecosistemi nel nostro Paese.

L’appello al Pontefice – che già in precedenza si era espresso sulla questione, definendola “di grande rilevanza sociale e morale” ed esprimendo “apprezzamento per la sensibilità e l’opera” svolta nei riguardi della natura – evidenzia come la riforma in discussione rappresenti un drammatico passo indietro a favore di interessi privati e venatori. “La fauna selvatica, oltre a essere parte del Creato affidato alla responsabilità dell’uomo, costituisce un patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata dalla Costituzione italiana – scrive l’associazione nel documento – La Sua voce, autorevole e universalmente ascoltata, potrebbe contribuire a favorire un confronto ispirato alla custodia del Creato, alla responsabilità e al bene comune. Siamo consapevoli che il Suo autorevole ruolo non ha una competenza diretta nelle scelte legislative, ma riteniamo opportuno e necessario che le Istituzioni abbiano consapevolezza che le proprie scelte si ripercuotono con effetti irreversibili nella tutela del Creato”.

Parallelamente all’appello rivolto al Santo Padre, l’OIPA – insieme ad altre 56 sigle ambientaliste ed escursionistiche – ha già formalizzato una richiesta al Presidente della Camera, on. Lorenzo Fontana, affinché l’esame del provvedimento non resti confinato alla sola Commissione Agricoltura, ma veda anche il coinvolgimento della Commissione Ambiente, data la rilevanza naturalistica ed ecologica della materia.

L’OIPA confida in un ripensamento radicale su un testo legislativo che minaccia gravemente gli animali e l’ambiente, mettendo allo stesso tempo in pericolo la sicurezza pubblica in favore del mondo dell’armeria.