Carlos Alcaraz sembrava davvero a un passo dal rientro, ma la sua esclusione dall’entry list del Canadian Open conferma che il recupero dal problema al polso destro richiede ancora prudenza.
Lo stop, al secondo turno del 500 di Barcellona a metà aprile dopo il ritiro contro Tomas Machac, gli ha fatto saltare una lunga serie di tornei, compresa tutta la stagione sull’erba.
Il segnale più importante è che il suo team non vuole forzare i tempi: prima c’è un nuovo controllo medico, poi il ritorno agli allenamenti completi e solo dopo la decisione sulla ripartenza nel circuito. La finestra più probabile resta quella del cemento nordamericano, gli US Open come obiettivo vero della seconda parte di stagione.
Alcaraz, in questi mesi, ha lavorato lontano dai riflettori con un percorso graduale, alternando corsa, riabilitazione e sessioni leggere senza tutore, un dettaglio che lascia intendere progressi ma non un rientro immediato. La scelta di saltare anche il Canadian Open va quindi letta come una decisione di tutela: meglio perdere un torneo oggi che compromettere il rientro nei grandi appuntamenti di agosto e settembre.



