La popolazione dell’Ue ha raggiunto il picco e inizierà a diminuire nei prossimi decenni, mentre l’età media continuerà ad aumentare.
È quanto emerge dal terzo Rapporto sulla trasformazione demografica pubblicato oggi dalla Commissione europea e redatto dal Centro comune di ricerca.
Secondo le stime, gli abitanti dell’Ue passeranno dagli attuali 450,6milioni a circa 445 milioni nel 2050, fino a scendere a 398,8 milioni entro il 2100, il che rappresenta una diminuzione complessiva di circa l’11,7%, pari ai livelli degli anni Settanta.
Nello stesso periodo, quasi un europeo su tre avrà almeno 65 anni, contro uno su cinque oggi. 50 milioni di abitanti in meno, in Europa, nel 2100 ma aumenta la durata della vita.
La popolazione dell’Ue inizierà a diminuire nel 2029. Secondo la relazione presentata oggi dalla Commissione europea, le più recenti proiezioni demografiche a lungo termine per l’Ue indicano che l’Unione si sta dirigendo verso una popolazione più ridotta entro la fine del secolo.
Il rapporto prevede infatti che l’Unione europea raggiungerà il picco di 453,3 milioni nel 2029, dopodiché inizierà un lento declino a lungo termine.
“Entro il 2050, si prevede che la popolazione si attesterà intorno ai 445 milioni. Entro il 2100, si prevede che scenderà a 398,8 milioni, con una diminuzione di circa l’11,7% rispetto a oggi, corrispondente alla dimensione della popolazione dell’Ue nella seconda metà degli anni ’70”, specifica la relazione.
Allo stesso tempo, l’aspettativa di vita alla nascita è aumentata nel corso dell’ultimo secolo – due anni per decennio dagli anni ’60 – per via di fattori come una minore mortalità infantile, standard di vita più elevati, stili di vita più sani e una migliore istruzione, nonché progressi in ambito sanitario e medico.
La Commissione europea prevede infatti che, nel 2100, l’aspettativa di vita in Ue passerà dagli 81,5 anni stimati nel 2024 (84,1 per le donne e 78,9 per gli uomini), a più di 90 anni per le donne in ogni Stato Ue almeno gli 86 anni per gli uomini.



