Dentro la maggioranza è già cominciata la battaglia sulle poche risorse disponibili: il Ministero dell’Economia difende la linea del rigore e degli impegni europei, mentre gli altri dicasteri chiedono più fondi, soprattutto per sanità e rinnovi contrattuali nel pubblico impiego.
A dettare il perimetro della prossima Manovra sarà la traiettoria fissata dal Piano strutturale di bilancio: una strada stretta, destinata a condizionare non soltanto il 2027, ma le scelte politiche dei prossimi anni.
Tutti promettono. Tutti chiedono. Ma quando i soldi sono pochi, la politica smette di distribuire sorrisi e comincia a scegliere chi dovrà pagare. La pausa è estiva. La resa dei conti arriverà in autunno.



