Una doppia offerta su Banco Bpm e su Banca Generali, per cercare di non arrendersi all’Opas di Intesa Sanpaolo da oltre 30,6 miliardi, con a valle un accordo con Unipol per gli sportelli di Bper
È la carta giocata dal ceo di Mps, Luigi Lovaglio. Dopo più di sette ore di riunione, il consiglio di amministrazione di Montepaschi ha dato l’ok al piano presentato, due distinte offerte pubbliche di scambio, una su Piazza Meda e l’altra sulla banca controllata dal Leone di Trieste.
Non ci sono ancora comunicati ufficiali, ma il voto avrebbe registrato nove consiglieri favorevoli su tredici, con quattro esponenti della minoranza astenuti. Se entrambe le operazioni andassero a buon fine, nascerebbe un gruppo con una capitalizzazione da circa 70 miliardi, che potrebbe ambire a diventare il terzo grande polo bancario italiano. Si tratterebbe di offerte di scambio entrambe da pagare con azioni Montepaschi, sia su Banca Generali che su Bpm.
Con Piazza Meda il nuovo gruppo avrebbe una rete di più di 2.600 filiali, sommando i circa 1.400 sportelli di Bpm con gli oltre 1.200 di Monte dei Paschi di Siena, diventando il secondo in Italia per presenza territoriale.
Con Banca Generali, che andrebbe ad aggiungersi alle attività di Mediobanca, prenderebbe vita un polo italiano nella gestione e distribuzione del risparmio. E con il pagamento in azioni Mps il piano di Lovaglio, se avesse successo, condurrebbe i francesi di Crédit Agricole e Generali a essere fra i principali soci del nuovo polo.



