Il silenzio che si diffonde tra le macerie dieci anni dopo il terremoto che ha distrutto Amatrice viene interrotto da un elicottero
A bordo c’è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che alla fine conferma la sua visita nei luoghi colpiti dal sisma. L’annuncio della sua presenza è stato diffuso solo il giorno prima.
Atterra in tempo nell’eliporto del paese per la deposizione di una corona di fiori davanti al monumento per ricordare le 239 vittime.
Con lei, anche parte della sua squadra di governo con i ministri Musumeci, Mazzi e Abodi.
Meloni parla di “troppi rinvii e false partenze” che hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere senza intoppi. “Il governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo”, conclude la premier. Poi, secondo il calendario diffuso per l’anniversario, ad attenderla c’era la funzione religiosa presieduta da Zuppi dentro il campo sportivo.
Ed è qui che sono nate le polemiche. In un messaggio diffuso poche ore prima, alcuni cittadini avevano annunciato che avrebbero disertato la messa. Il motivo? Lo spostamento dell’orario della celebrazione in quanto, scrivono diversi residenti sui social, il rito è sempre stato alle 11 del mattino. La scelta di spostarlo, quindi, passa per loro come “l’ennesima passerella istituzionale”.
All’ora di pranzo, infatti, la premier aveva una videocall a Palazzo Chigi coi leader stranieri. I cittadini ricordano pure che lo scorso anno il Comune non aveva invitato nessuno, mentre questa volta “incoerentemente” organizzano “uno show” andando contro la loro stessa ordinanza.
Da qui, la scelta di celebrare una contro messa dentro un prefabbricato. Tra i primi banchi, anche l’ex sindaco Sergio Pirozzi che, durante la fiaccolata tenutasi nella notte, aveva confermato che non avrebbe presenziato alla cerimonia ufficiale, dove in prima fila c’era Meloni.
Davanti a lei, il cardinale Zuppi in piedi sul palco allestito come altare, e che durante la funzione parla di “ritardi insopportabili” per poi chiedere “non promesse, ma il lavoro di tutti”. E sul punto torna la premier che, dopo aver incontrato i parenti delle vittime, promette di “voler dare soprattutto risposte, continuare a dare risposte
Letizia Giostra



