Cuba, L’Avana 31 Agosto 2026

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Con l’inizio dell’anno scolastico ormai imminente, un palpabile senso di preparazione pervade ogni angolo del Paese. Insegnanti, dirigenti scolastici e personale di supporto lavorano senza sosta per preparare le aule, rivedere i materiali didattici e perfezionare i programmi di lezione.

Ma questo lavoro non si svolge in isolamento: enti come il Ministero dell’educazione, il Ministero della Salute Pubblica, il Ministero dei Trasporti e le amministrazioni locali coordinano gli sforzi.

Anche università, centri di ricerca e organizzazioni sociali si uniscono all’iniziativa. È la mobilitazione di una macchina collettiva che dimostra, ancora una volta, che l’educazione è responsabilità di tutti.

Questa mobilitazione assume un significato ancora più profondo se inquadrata nel contesto di un blocco economico sempre più soffocante e di una punizione collettiva volta a spezzare la volontà del popolo cubano.

Tuttavia, lo Stato socialista, fedele al suo principio di dare priorità all’essenziale, destina risorse che, seppur limitate, mirano a garantire che nessun bambino o giovane rimanga senza scuola o senza un insegnante.

Non si tratta di un gesto di poco conto: è la forza di un Paese che, di fronte alle avversità, sceglie di investire nel proprio futuro.

Perché a Cuba l’educazione non è una spesa, bensì il più saldo impegno a favore della sovranità e della giustizia sociale.

Andrea Paolieri