Il Papa in aereo verso Parigi: vado in Francia per portare un messaggio di pace nel mondo

0
12
Nel volo verso la Francia Leone XIV saluta i circa 80 giornalisti che lo accompagnano nei quattro giorni della trasferta transalpina. Dal Pontefice gratitudine per il lavoro che verrà svolto, poi i saluti e le risposte ad alcune domande di attualità, come la crisi a Ceuta o l’Intelligenza artificiale. Significativi i doni, a cominciare da due libri: uno con le lettere dei cattolici francesi al quotidiano La Croix; l’altro, con le fotografie del sisma in Venezuela e le storie dei sopravvissuti

Salvatore Cernuzio – Dal volo Roma/Parigi

“Buongiorno a tutti! Bonjour! Good morning!”. Il saluto è quello di sempre all’inizio di ogni volo papale, con l’aggiunta del francese, la lingua che parlerà in questo tour de force di quattro giorni in Francia. Leone XIV, in piedi e col microfono in mano, un’ora dopo il decollo dall’aeroporto di Roma/Fiumicino passa a salutare i circa 80 giornalisti da dieci nazioni (oltre 20 sono francesi) che lo seguono nel suo quinto viaggio apostolico.

Li ringrazia anticipatamente per il lavoro di copertura che verrà svolto tra tv, radio, web, carta stampata, social, e – come già nei precedenti voli – durante il giro di saluti, non si tira indietro davanti a battute o domande con riferimenti alla stringente attualità.

Come l’Intelligenza Artificiale, dopo l’annuncio delle Big Tech di un “rallentamento” del progresso tecnologico. “Forse stanno iniziando a leggere la sua enciclica?”, dicono i giornalisti Usa. “La nostra Commissione vaticana è in contatto con molti dei leader del mondo dell’IA e stiamo continuando il dialogo che spero di aver avviato con l’enciclica. Penso che molti di loro – aggiunge Leone – siano aperti a cercare modi per garantire che l’IA non soppianti o distrugga l’umanità ma piuttosto che sia uno strumento a favore degli esseri umani. Stanno iniziando cose positive”.

I giornalisti alla Casa Bianca e la crisi umanitaria a Ceuta 

La recente decisione del presidente Usa Donald Trump di vietare alla Cnn e ad altri media l’accesso alla White House emerge nel saluto del Papa al corrispondente proprio della Cnn, Christopher Lamb, che domanda al Pontefice “una parola sui colleghi che hanno avuto difficoltà con la Casa Bianca”: “Sono molto contento che voi siete tutti qui e penso che sia necessaria, che sia molto importante una buona copertura mediatica ovunque e per tutti”, afferma il Papa.

Mentre con i giornalisti spagnoli Leone XIV ricorda la crisi migratoria della scorsa estate a Ceuta, che assicura di aver seguito “dal primo giorno”: “È una crisi che ha cause di differenti tipologie dietro. Bisogna capire come rispondere per evitare questo genere di emergenza. È stata veramente una crisi umanitaria”.

Un pensiero del Papa alla Spagna, quarto viaggio apostolico nel giugno scorso, anche nelle parole iniziali di saluto: “Vorrei fare una menzione speciale per quanti voi hanno viaggiato con me quando siamo tornati a Roma della Spagna. E voglio scusarmi personalmente per un incidente, con il quale non ho nulla a che fare ma so che ha lasciato alcuni di voi dispiaciuti per il fatto che non abbiamo potuto viaggiare al ritorno insieme per Roma”.

Per annunciare la pace

Papa Leone ringrazia quindi tutti per il lavoro di “copertura del viaggio in Francia” che ha “diversi temi importanti”. Rimanda il colloquio alla conferenza stampa sul volo di ritorno da Metz: “Non vedo l’ora di vedervi durante il viaggio di ritorno e avremo modo di parlare un po’”. Prima però una importante premessa: “Prima di tutto, viaggio in Francia, così come in ogni altra parte del mondo, come seguace di Gesù Cristo per annunciare la pace, la pace di Cristo in tutto il mondo. È un messaggio che, come tutti sappiamo, è importante in questo momento”.

Oltre ai brevi colloqui, alle richieste e alle benedizioni, anche alcune domande più personali. “Lei è una persona felice?”, domanda la vaticanista del Messaggero, Franca Giansoldati. “Sì, lo sono, sono felice a parte le difficoltà, ma trovo conforto nella fede…”, replica il Papa. “Comunque sono contento della scelta fatta tanti anni fa. Ma perché mi vede triste?”. “No, però il peso della Chiesa si fa sentire?”. “Qualche volta di più… però Dio è grande!”, la risposta di Leone.

I doni a Leone XIV

Tanti anche i doni durante il passaggio tra i sedili dell’AirBus di Ita Airways. Due regali spiccano in particolare, due libri. Il primo è quello che lo storico quotidiano francese La Croix ha composto con i messaggi di 340 lettori da tutto il Paese. Cher Pape León è il titolo del volume che raccoglie preoccupazioni geopolitiche, richieste di riforme nella Chiesa e confidenze intime al Papa, figura che, come emerge dalle pagine del libro, molti vedono come autorità morale ascoltata e rispettata in un mondo che è “sull’orlo del baratro”. Tante le preoccupazioni dei francesi per la crisi climatica, la guerra, l’IA, ma anche per questioni geopolitiche. C’è chi, come Martine, ringrazia il Papa “per la sua fermezza” nei confronti di coloro che “vogliono strumentalizzare il cristianesimo per condurre guerre che servono i loro interessi politici e finanziari”.

E chi domanda “più forza per i palestinesi e tutte le persone private della propria terra”. Altri condividono i timori per il proprio Paese in vista delle presidenziali del 2027, col rischio di una polarizzazione politica, oppure per la recente approvazione della legge sul suicidio assistito. Messaggi anche di gratitudine per un cammino di fede ritrovato.

Cartas para el Papa è invece il titolo dell’altro libro posto nelle mani del Papa. Anch’esso raccoglie delle lettere, 74 per l’esattezza, con le testimonianze di persone colpite dai terremoti del 24 giugno in Venezuela, oltre a fotografie del fotogiornalista Miguel Gutiérrez che documentano le conseguenze del sisma a La Guaira. Immagini toccanti, alcune in bianco e nero, come toccanti sono i racconti – in spagnolo – di chi si è visto crollare tutto addosso. A consegnare il volume a Leone è la fotoreporter Lola Gómez, originaria del Venezuela. È una delle promotrici dell’iniziativa (“Pensata per il Papa e destinata solo al Papa”) insieme ad altri quattro corrispondenti da Roma: Jovel Álvarez, José Arnaldo Mujica, Daniel Cáceres. “Vuole essere un ponte per far arrivare al Santo Padre le esperienze, la sofferenza e la speranza espresse da coloro che hanno partecipato”.

Una croce con il legno recuperato dopo gli incendi in Spagna

Dalla Spagna, e sempre a testimonianza di un disastro naturale, l’altro dono al Pontefice portato in aereo dalla giornalista di Radio Cope, Eva Fernández: una croce realizzata con il legno di quercia recuperato dagli incendi della scorsa estate in Spagna che ha bruciato interi ettari di aree forestali.

All’interno della croce, un oculo contenente i resti carbonizzati recuperati nei pressi della cappella di Nostra Signora della Nuova a Getafe (Madrid), tra le poche chiese risparmiate dalle fiamme.

Il Papa ha osservato attentamente il dono, poi ha affermato: “Davanti alle catastrofi naturali, dobbiamo avere responsabilità e cura della Casa comune”. Soprattutto dobbiamo “pregare”. Lui, ha assicurato, è la prima cosa che fa davanti a questo tipo di tragedie.

Momenti anche più leggeri, accompagnati da risate, dinanzi ad altre domande dei cronisti. Come quella se si sta esercitando con il francese: “Un po’!”. Ma con Duolingo (famosa app per imparare lingue straniere, ndr)? “No, no, quella non la uso più.

È una fake news!”. Al collega americano che ricordava la partita di basket del primo novembre a Roma tra le università statunitensi di Villanova e Notre-Dame e che domandava se la Villanova, università del giovane Prevost, avrebbe avuto il tifo e la benedizione papale, Leone XIV ha risposto: “Mi hanno detto che le persone che verranno al match provengono al 90% da Villanova e il 10% da Notre Dame. Quindi la voce del popolo di Dio sarà molto forte dal lato Villanova”.