Scioperi, il primo grande stop di ottobre: treni, scuola e sanità a rischio

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E’ in programma il primo grande stop – tra treni, scuola e sanità – che apre una lunga serie di proteste che toccheranno svariati comparti nelle prossime settimane, aprendo un calendario fitto di mobilitazioni che si concluderà il 30 ottobre. La prima giornata di agitazione generale è stata proclamata dalla Confederazione Sindacale Lavoratori Europei con l’adesione del sindacato Fi-si.

La protesta di oggi coinvolgerà un ampissimo raggio di categorie lavorative, spaziando dai trasporti alla pubblica amministrazione. Nello specifico, lo stop interesserà ferrovie, sanità e metalmeccanici, scuola ed enti locali, forze dell’ordine e vigilanza privata, marittimi, lavoratori dell’agricoltura e del settore allevamento.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, il fermo è circoscritto alla fascia oraria che va dalle ore 11,00 alle ore 14,00, limitando parzialmente l’impatto complessivo e sui passeggeri. I disagi sono invece previsti per l’intera giornata scolastica, con il coinvolgimento del personale docente, educativo e Ata di ogni ordine e grado. A rischio per 24 ore, poi, i servizi in uffici pubblici, presidi sanitari e Asl, ma restano rigorosamente garantiti i servizi minimi essenziali e di pronto soccorso (prestazioni d’urgenza, rianimazione, medicina di pronto soccorso)

I motivi della protesta e le richieste dei sindacati

Alla base della mobilitazione nazionale ci sono pesanti rivendicazioni economiche e sociali. I punti chiave: il taglio dei prezzi di carburanti e generi di prima necessità, una minore pressione fiscale e rincari salariali adeguati per far fronte al costo della vita.

Tra le richieste figurano inoltre la spinta verso un’effettiva indipendenza energetica e l’adozione di politiche a sostegno della crescita e della competitività delle imprese italiane.