Il 29% delle scuole nella provincia di Ituri ha già registrato almeno un caso sospetto di Ebola o un contatto stretto
La valutazione condotta da ActionAid nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, ha fatto emergere come l’83% delle scuole non dispone di postazioni per il lavaggio delle mani o per l’igiene specifiche per l’Ebola mentre l’81% non ha protocolli di risposta o di isolamento attivi e nel 78% non sono disponibili dispositivi di protezione individuale per insegnanti o studenti.
Inoltre, il 74% degli insegnanti non ha ricevuto alcuna formazione sull’Ebola e il 67% delle scuole non ha ricevuto nemmeno una visita da parte delle autorità sanitarie in relazione all’epidemia. Dato estremamente preoccupante, il 29% delle scuole ha già registrato almeno un caso sospetto di Ebola o un contatto stretto.
ActionAid chiede un intervento umanitario urgente e localizzato di fronte all’allarmante mancanza di preparazione alla malattia da virus Ebola nelle scuole e nelle comunità.
Saani Yakubu, Country Director di ActionAid DRC, ha dichiarato: “Ciò che abbiamo visto nelle 12 comunità delle zone sanitarie di Nyankunde, Nizi e Bunia è una situazione disperata, caratterizzata da bassi livelli di conoscenza della malattia, assenza di infrastrutture di protezione e gravi interruzioni dei servizi nei centri sanitari e nelle scuole“.
Panza, membro del Comitato dei genitori nelle scuole di Nyankunde, ha sottolineato la crescente paura tra il personale scolastico e i genitori. “I nostri insegnanti hanno paura. Vengono a scuola senza alcuna protezione. Se un bambino arriva malato, non sappiamo cosa fare. Chiediamo aiuto per capire come comportarci, così come gli strumenti necessari per proteggere i nostri figli“.
La valutazione ha inoltre evidenziato una maggiore vulnerabilità per donne e ragazze in aree già alle prese con lo sfollamento causato dal conflitto armato. L’82% delle donne intervistate da ActionAid ha dichiarato di occuparsi principalmente dell’assistenza ai familiari malati, esponendosi così in modo sproporzionato al rischio di infezione. La situazione è aggravata dal fatto che non dispongono di dispositivi di protezione né di una formazione adeguata sulla gestione dei pazienti.
ActionAid, che opera in Ituri dal 2022 realizzando programmi di educazione nelle emergenze, protezione dalla violenza di genere e sicurezza alimentare, sollecita la comunità internazionale e le autorità locali a destinare immediatamente risorse a sostegno della risposta all’emergenza.
Saani ha dichiarato: “Ci troviamo di fronte a una bomba a orologeria nelle scuole e nelle comunità. È inaccettabile che quasi un terzo delle scuole che abbiamo valutato abbia già registrato casi sospetti, mentre gli insegnanti non dispongono di dispositivi di protezione individuale, non abbiano ricevuto formazione e non esistano protocolli di isolamento.
Come possiamo contenere un’epidemia se gli insegnanti e le madri, nelle case, non sono adeguatamente equipaggiati e sono a malapena informati su come gestire la malattia?“
ActionAid sta attualmente lavorando con reti di donne e gruppi giovanili per affrontare le lacune e i bisogni individuati dalla valutazione.
È urgentemente necessario un potenziamento coordinato delle attività di informazione, dei servizi di protezione e delle forniture mediche per evitare un disastro umanitario su larga scala.



