Aggressioni da parte di cani, OIPA: “Regolamentare la detenzione di determinate tipologie”

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Due gravi episodi di cronaca, avvenuti a pochi giorni di distanza, riaccendono i riflettori sul tema della gestione e della detenzione dei cani cosiddetti “impegnativi”

In provincia di Sondrio una donna ha perso la vita dopo essere stata aggredita da più cani in una zona montana – forse un branco di Dogo, la dinamica dei fatti è ancora al vaglio delle indagini – mentre a Barano d’Ischia un’altra donna è rimasta gravemente ferita dopo l’attacco del proprio pitbull, riportando lesioni tali da rendere necessaria l’amputazione di una gamba.

Di fronte a queste tragedie, l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) torna a ribadire la necessità di informazione, responsabilità ed estrema attenzione nella gestione di razze o simil razze che richiedono necessariamente una determinata preparazione da parte del proprietario e/o detentore.

“Demonizzare i cani dopo episodi del genere non è la soluzione, questi animali esprimono il loro stato d’essere ed emotivo attraverso il linguaggio del corpo ed episodi estremi possono essere preceduti da segnali chiari, che devono essere capiti e interpretati correttamente per prevenire eventuali aggressioni o forme di malessere dell’animale.

Non smetteremo mai di ribadire la necessità di una normativa nazionale sulla gestione di alcune razze e simil-razze, per evitare il ripetersi di fatti del genere.

Per colpa di una gestione inadeguata, le vittime non sono solo persone e altri animali, ma anche gli stessi cani protagonisti delle aggressioni, spesso poi condannati al canile a vita o all’eutanasia”.

Massimo Comparotto, presidente di OIPA Italia