Daldoss: “Sostegno maggiorato per chi opera in zone svantaggiate”
Garantire un abbattimento significativo dei costi previdenziali, con contributi che coprono fino al 70% dell’importo versato, assicurando così la tenuta economica delle aziende che operano nei territori più difficili della regione.
La Giunta della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol mette in campo misure concrete a sostegno del comparto agricolo montano che opera in condizioni produttive e geografiche complesse stimando un impegno finanziario di circa 12 milioni di euro per far fronte alle domande che verranno presentate nel 2026. Su proposta dell’Assessore regionale alla previdenza, Carlo Daldoss, è stata approvata la determinazione degli interventi per la contribuzione previdenziale di coltivatori diretti, mezzadri e coloni operanti in aziende situate in condizioni particolarmente sfavorite per l’anno 2026.
“È un segnale di continuità e di riconoscimento per il lavoro insostituibile svolto dai nostri agricoltori di montagna,” dichiara Daldoss – sostenere la loro contribuzione previdenziale non è solo una misura assistenziale, ma un investimento per presidiare il territorio, prevenire l’abbandono delle terre alte e garantire un futuro dignitoso a chi mantiene vive le nostre tradizioni rurali.”
I numeri del sostegno: una platea di oltre 5.000 beneficiari L’intervento approvato dalla Giunta regionale si conferma come un pilastro fondamentale per l’economia rurale del territorio. In base ai dati monitorati dall’Amministrazione, la misura coinvolge complessivamente una platea che oscilla tra i 5.500 e i 6.000 operatori agricoli su scala regionale.
Nello specifico, l’impegno finanziario e organizzativo della Regione si riflette in numeri significativi:
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In Provincia di Bolzano: sono oltre 3.400 i beneficiari complessivi, di cui circa 440 operano in condizioni di estremo svantaggio (oltre 110 punti) e 1.100 in zone con svantaggio elevato (76-110 punti).
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In Provincia di Trento: la misura raggiunge circa 2.000 agricoltori. Di questi, oltre 270 gestiscono aziende situate a quote proibitive sopra i 1.200 metri e circa 480 presidiano la fascia montana tra i 900 e i 1.200 metri.
Le misure nel dettaglio
Il contributo è calcolato sulla base dei contributi previdenziali dovuti ai sensi della legge n. 233/1990. Per l’anno 2026, l’entità del sostegno è così ripartita:
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In Provincia di Trento:
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60% per le aziende che operano a un’altitudine compresa tra i 900 e i 1.200 metri s.l.m..
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70% per le aziende situate oltre i 1.200 metri di altitudine.
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In Provincia di Bolzano:
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60% per le aziende che presentano un punteggio di svantaggio compreso tra 76 e 110 punti.
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70% per le aziende con oltre 110 punti di svantaggio.
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Per tutte le altre realtà che non rientrano in queste fasce di particolare svantaggio, ma che comunque operano nelle zone individuate dalla normativa, il contributo resta fissato al 50%.
La decisione della Giunta Regionale nasce dalla verifica dei dati di gestione del 2025, che hanno confermato la sostenibilità dell’intervento e la sua fondamentale importanza per il comparto agricolo regionale.
“La montagna richiede uno sforzo supplementare – conclude Daldoss. “Con questa conferma, la Regione ribadisce di voler essere al fianco di chi, con coraggio, continua a produrre qualità nonostante le oggettive difficoltà del territorio.”



