Le statistiche, relative alle categorie di appartenenza dei permessi di costruzione rilasciati, indicano che, accanto al picco raggiunto dal segmento residenziale, sono in crescita continua i settori finalizzati alla localizzazione di attività economiche negli ambiti definiti strategici dal Governo Rama, in conseguenza degli effetti benefici delle riforme nel frattempo realizzate e portate operativamente avanti
(Fonte: Scan TV) Se il mercato immobiliare residenziale ha raggiunto i massimi livelli negli ultimi anni, gli investimenti in edifici con funzioni economiche sembrano avanzare con andamenti molto lusinghieri. I dati aggiornati sui permessi di costruzione, indicano che, nel primo trimestre del 2026, è aumentato il numero di progetti destinati ad attività manifatturiere, commerciali e turistiche, segnalando un maggiore orientamento delle operazioni immobiliari ed edilizie verso settori direttamente collegati allo sviluppo economico.
Secondo tali statistiche, nel periodo tra gennaio e marzo di quest’anno, sono stati approvati 85 permessi per edifici non residenziali, rispetto ai 70 dello stesso periodo del 2025. L’aumento di oltre il 21 per cento, delle licenze riferibili a tali categorie costruttive, si verifica in un momento in cui l’economia si affida sempre di più al turismo, all’industria di trasformazione e all’espansione delle attività commerciali: tutti settori che richiedono strutture per la produzione, lo stoccaggio logistico, il terziario avanzato e l’alloggiamento.
I principali acceleratori di questa crescita sono gli edifici dedicati alla manifattura e al commercio: “Il numero di permessi per edifici industriali – spiega la rilevazione – ha raggiunto quota 35 nel primo trimestre del 2026, rispetto ai 25 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un aumento del 40 per cento. Parallelamente, i permessi per edifici commerciali sono aumentati da undici a sedici”.
Non meno importante, anzi, il settore turistico, oggi sotto i riflettori per la vicenda del caso di Zvernec nella contea di Valona. “Le autorizzazioni per hotel e strutture similari – sottolinea l’indagine – hanno raggiunto quota 13, il livello più alto registrato a decorrere dai primi anni del decennio scorso, a conferma della continuità degli investimenti nelle infrastrutture turistiche incoraggiati dalla domanda di mercato, dal riposizionamento dei ceti medio alti, dai risultati delle modernizzazioni fiscali, amministrative, strutturali”.
L’Istituto di statistica Instat spiega che “il valore approssimativo dei permessi di costruzione, approvati nel primo trimestre dell’anno in corso, ha raggiunto circa 205 milioni di euro equivalenti. La maggior parte di questo valore appartiene a edifici residenziali, con circa 95 milioni di euro, mentre gli edifici non residenziali rappresentano invece circa 52 milioni di euro, e il valore dei permessi per gli hotel è stimato in 23 milioni di euro equivalenti”.



