Il dossier OCSE, nel censimento della congiuntura in atto nel Paese delle Aquile, ha ribadito il ruolo della finanza non bancaria, e micro creditizia, come vettore di sviluppo locale e di riequilibrio sociale e territoriale anche a favore delle aree interne
(Fonte: Scan TV) In terra albanese, la microfinanza conferma il proprio “costante sviluppo e consolidamento, unito all’elaborazione di un quadro strategico che ha contribuito all’inclusione finanziaria dei cittadini e delle categorie sociali più vulnerabili. All’Albania viene pertanto assegnato un punteggio di 3,76 punti in termini di educazione finanziaria civica, rispetto ai 3,51 del 2022, nonostante la perfettibilità delle politiche inclusive”. Proprio per colmare le lacune strutturali in materia di alfabetizzazione finanziaria, “la Banca d’Albania ha adottato meritoriamente, nel gennaio 2024, la Strategia nazionale per l’educazione finanziaria fino a tutto il 2026. Le aree di potenziale operatività restano tutt’ora molto ampie, poiché le iniziative esistenti non sono sufficientemente ampie al fine di colmare il basso livello di diffusione della consapevolezza finanziaria nell’economia, laddove solo il 46,1 per cento della popolazione adulta risulta essere titolare di un conto corrente bancario a tutto il 2025 – prosegue l’OCSE nel proprio dossier – La Banca d’Albania ha intrapreso, in maniera meritevole, diverse iniziative per aumentare la consapevolezza sui meccanismi della finanza tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie e tra la collettività, ma la loro portata resta circoscritta, mentre è in crescita il ruolo dei soggetti privati che offrono formazione ai gruppi emarginati”.

L’organizzazione mondiale per lo sviluppo economico pone l’accento sulla circostanza che “le attività in essere necessitano di essere coordinate, per superare il contesto di frammentazione esistente nel panorama dell’educazione finanziaria vigente in Albania. In tal senso, e a titolo di buona prassi, le piccole imprese in terra albanese stanno ottenendo un migliore accesso ai mercati dei capitali e dei prestiti grazie alla microfinanza, la quale può contare oramai su un solido quadro giuridico e su politiche attive in grado di promuoverne lo sviluppo. Il settore della microfinanza sta evolvendosi verso soluzioni digitali, con benefici sull’efficienza operativa e sulla capacità di espansione dei servizi finanziari. Il Regolamento 29/2022, in linea con la Direttiva europea sui servizi di pagamento, facilita l’identificazione elettronica, l’open banking e l’interoperabilità tra i fornitori di servizi, ponendo le basi per soluzioni di microfinanza di carattere digitale”. Grazie ai tassi di interesse massimi imposti sui prestiti al consumo, “il settore ha continuato a conseguire nuove e maggiori quote di mercato, con i prestiti erogati dagli istituti di microfinanza che hanno raggiunto lo 0,65 per cento del Prodotto interno lordo”.



