Albania, semaforo “green” su riserva carburanti e raddoppio capacità solari

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Il Governo Rama, per il tramite del Premier e del competente Ministro Karakaci, annuncia un pacchetto di provvedimenti che includono il ripristino del Consiglio di vigilanza sui prezzi massimali della benzina al dettaglio, l’istituzione di un soggetto statale di intervento contro le eccessive oscillazioni speculative dei combustibili, l’ulteriore espansione dei parchi fotovoltaici

Il Ministro Enea Karakaci: “In arrivo ulteriori interventi per ampliare la capacità di generazione e trasmissione di energia solare e fotovoltaica”

(Fonte: agenzia ATA) La diversificazione delle fonti di energia scorre non più soltanto sull’idroelettrico. Un terzo della corrente consumata in Albania, nello scorso mese di giugno, è stata prodotta da impianti fotovoltaici, a conferma del ruolo progressivo del sole nella complessiva economia del sistema elettrico. Come è stato ribadito dal Ministro delle Infrastrutture, onorevole Enea Karakaci, la produzione dal segmento fotovoltaico ha raggiunto gli 868 Gigawatt/ora alla fine del mese di agosto, mettendo in sicurezza la sovranità e l’indipendenza del Paese nei mesi maggiormente segnati dal clima secco e dagli effetti dei cambiamenti meteorologici: “Nel periodo più difficile per il sistema energetico albanese, ossia la stagione estiva, quando il livello dell’acqua nella cascata del fiume Drini si è talvolta abbassato significativamente a causa della siccità, l’apporto degli impianti solari è diventato un fattore di bilanciamento prezioso e, a tratti, decisivo lungo il nostro cammino verso Albania 2030”.

Edi Rama con i Ministri Delina Ibrahimaj ed Enea Karakaci 

Contemporaneamente, sta per entrare in funzione il meccanismo, annunciato dal Capo del Governo Edi Rama e dal Ministro dell’economia Delina Ibrahimaj, per amministrare i picchi di prezzo che, sul mercato interno albanese, si manifestano come conseguenza delle tensioni geopolitiche in atto nel Golfo Persico. A prevederlo è il disegno di legge, adottato dal Consiglio dei Ministri, per l’istituzione della riserva minima di idrocarburi: “Le riserve di sicurezza – spiega il comunicato – saranno gradualmente accumulate fino a raggiungere un livello pari a un minimo di 90 giorni di importazioni nette medie giornaliere o 61 giorni di consumo interno medio giornaliero, opzionando il maggiore tra i due valori. Dette provviste saranno amministrate da un’apposita Autorità per la Riserva di Sicurezza Petrolifera, a cui competono la creazione, acquisizione, stoccaggio, amministrazione e rilascio delle riserve”.

Il disegno di legge prevede – in aggiunta – “la possibilità, per gli operatori economici, di immagazzinare le riserve tramite accordi di servizio, mentre le procedure di acquisto, vendita e stoccaggio saranno elaborate nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e non discriminazione di mercato. Il finanziamento del sistema sarà garantito da alcune fonti, tra le quali un dazio determinato dal Consiglio dei Ministri e imposto sui prodotti energetici a base di idrocarburi soggetti ad accisa, compreso il carburante per l’aviazione”.

“Non si tratta di imporre un regime di prezzi amministrati – ha concluso Rama – bensì di intervenire sulle cause di alcune immotivate speculazioni che gravano sui cittadini e sui consumatori finali, con l’obiettivo di realizzare un sistema di calmierazione basato sull’utilizzo di una riserva di idrocarburi, appositamente costituita, con la quale agire quando si verificano strozzature internazionali nell’offerta o quotazioni dei listini esteri alterate dalla situazione geopolitica”.