Aree idonee: via libera in Commissione al progetto di legge per impianti da fonti di energia rinnovabile

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Milano – Individuare in Lombardia le aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili (FER), dando attuazione al d.lgs. 190/2024 noto anche come “Testo Unico FER” che affida alle Regioni il compito di individuare sul proprio territorio spazi per l’installazione di impianti green, coniugando le esigenze della transizione energetica con la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali.

Questo l’obiettivo del progetto di legge approvato a maggioranza in Commissione Ambiente, presieduta da Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale): a favore hanno votato i gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Lombardia Ideale; contrari M5Stelle e Onorio Rosati di AVS; astenuto il Consigliere del Gruppo Misto Massimo Vizzardi; il PD non ha partecipato al voto.

Il testoillustrato dal Vice Presidente Riccardo Pase (Lega), intende semplificare e accelerare le procedure amministrative per la realizzazione e l’esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili in base alle caratteristiche degli impianti. La normativa favorisce l’installazione di impianti FER in strutture già edificate e ambiti già urbanizzati, escludendo i territori con vincoli ambientali o paesaggistici (come aree protette, a tutela paesaggistica e siti Rete Natura 2000).

Viene, inoltre, introdotta una piattaforma digitale centralizzata (Sistema Unico Energia Rinnovabile – SUER) per la gestione delle autorizzazioni e delle procedure abilitative.

Una legge importante che, nonostante i tempi ristretti dettati dalla procedura d’urgenza, trova, grazie alla collaborazione di tutti, un giusto compromesso tra le molte e diverse sensibilità – ha dichiarato il Vice Presidente Pase -. Abbiamo ancora una certa autonomia per migliorare alcuni aspetti delicati in vista della discussione in Consiglio regionale”.

Il provvedimento è composto da 11 articoli.

I primi definiscono finalità e obiettivi, fissando per la Lombardia entro il 2030 un traguardo di nuova potenza aggiuntiva del valore di 8,766 GW, essendo già entrati in esercizio nel periodo 2021-2026 impianti FER per 3.068 MW, con una potenza installata dal 2021 pari al 40,6% del target.

Sono stabiliti limiti stringenti al consumo di suolo agricolo per impianti fotovoltaici e agrivoltaici, con soglie regionali e comunali differenziate e possibilità di aumento solo per specifiche finalità produttive o di autoconsumo.

Il testo disciplina inoltre le diverse tipologie di impianti, i vincoli ambientali e paesaggistici, le procedure autorizzative semplificate e le condizioni tecniche per gli impianti agrivoltaici, individuando ulteriori aree idonee per ciascuna fonte rinnovabile (biogas, eolico, idraulico e geotermico, oltre che fotovoltaico e agrivoltaico). Il progetto di legge stabilisce infine un sistema di governance e nuove modalità di compensazione territoriale. La norma non ha impatti finanziari.

Nella seduta di oggi in Commissione sono stati esaminati i 76 emendamenti proposti da gruppi di maggioranza e minoranza, accogliendo alcune proposte a firma del relatore Pase (sul ruolo dei Comuni nella scelta della localizzazione; la monetizzazione delle compensazioni territoriali e il limite alle nuove istanze al raggiungimento delle soglie); di Forza Italia (priorità localizzativa; coinvolgimento Enti territoriali nella mappatura; istituzione della SUA provinciale; controlli periodici sugli impianti agrivoltaici); del gruppo PD (mappatura della SUA utilizzata; aree dismesse non residenziali); a firma Giacomo Zamperini (FdI) che sopprime un comma sul cosiddetto “agrivoltaico avanzato”.

Ritirato, dopo ampio confronto, un emendamento a firma Pase sulla richiesta di fasce di rispetto nella localizzazione di impianti di energia rinnovabile in zone residenziali.

È stata, inoltre, inserita la clausola valutativa, richiesta promossa dal Comitato paritetico di controllo e valutazione, che prevede che la Giunta presenti al Consiglio regionale una relazione annuale sullo stato d’attuazione della legge.

In dichiarazione di voto è intervenuto Giacomo Zamperini (FdI), Presidente della Commissione speciale “Valorizzazione e tutele dei territori montani”, che ha dichiarato che “alcuni aspetti del progetto di legge devono essere approfonditi e rinviati a successivi tavoli di confronto politico per cercare soluzioni che tengano conto dell’impatto ambientale degli impianti, la tutela dell’agricoltura”.

Nel motivare la non partecipazione al voto del gruppo PD, la Consigliera Miriam Cominelli ha auspicato che “prima dell’Aula si apra un nuovo momento di confronto. Il contenuto finale del progetto di legge approvato oggi – ha sottolineato Cominelli – non ha recepito molte delle nostre proposte migliorative, dimostrando una eccessiva chiusura”.
Abbiamo svolto un lavoro non ordinario su un tema non semplice che tocca in modo disomogeneo i territori della nostra regione – ha sottolineato il Presidente Cantoni -. Tutti hanno dimostrato grandissimo impegno per approfondire in maniera veloce, ma comunque attenta e accorta, i diversi aspetti. Abbiamo così raggiunto, anche grazie al lavoro svolto in Commissione oggi, un risultato non scontato”.