Aspi, Orlando: “Impianto accordo buono, ma revoca resti sul tavolo”

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“Non c’è una mia dichiarazione negli ultimi due anni, neppure quando il Pd era l’opposizione, che sia pregiudizialmente contro la revoca, l’ho sempre ritenuta una via possibile e comunque un’arma di contrattazione. Ho sempre ritenuto, invece, insopportabile il vezzo di evocarla senza procedere con atti conseguenti, declinazione attuale di quello che un tempo veniva definito ‘massimalismo parolaio’”. Lo scrive il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, su Facebook.

“Ho sempre considerato il modo in cui sono state fatte le privatizzazioni in Italia assai discutibile e questo in particolare nell’ambito delle concessioni. Gli interventi fatti in questo settore dalla destra hanno nel corso degli anni sacrificato ulteriormente l’interesse pubblico a favore dei concessionari. L’ho sostenuto ben prima della tragedia del ponte Morandi. Oggi inopinatamente,e senza alcun riscontro, un giornale mi ascrive, con una prima pagina di dubbio gusto, ma soprattutto priva di alcun fondamento, tra gli ‘amici’ dei Benetton”.

“Il Presidente del consiglio ed il consiglio dei ministri questa notte hanno deciso di non procedere alla revoca e non certo per pressione fatte in tal senso dal Pd. Lo hanno fatto evidentemente considerando l’accordo raggiunto corrispondente all’interesse pubblico. Le dichiarazioni entusiastiche così come gli strali propagandistici lasciano, a mio avviso, il tempo che trovano”.

Sull’accordo Orlando osserva: “L’impianto sembra buono. Ma come dice l’adagio il diavolo si nasconde spesso nei dettagli. Tempi, costi, condizioni e strumenti pubblici utilizzati nell’operazione andranno, una volta messe nero su bianco, analizzate con grande attenzione. Frattanto l’ipotesi della revoca deve, sempre a mio avviso, restare sul tavolo”.

“Ps Già che ci sono, ho trovato semplicemente ridicole le grida di dolore di opinionisti e politici, perché, altrimenti ‘in Italia non verranno più gli investitori’. Gli investitori in Italia non vengono perché ci sono le mafie, la corruzione, una pubblica amministrazione lenta e macchinosa e altro ancora. Con gli utili fatti nell’ambito delle autostrade, a fronte di un rischio di impresa praticamente nullo, gli investitori si trovano anche su Marte”.

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