“Ancora una volta è stata respinta la nostra richiesta di maggiore equità nell’accesso ai contributi della Dote sport, per la quale da anni chiediamo di cancellare il requisito discriminatorio dei 5 anni di residenza di almeno uno dei due genitori”, lo fa sapere Paola Bocci, consigliera regionale del Pd e capogruppo in VII Commissione Sport, dove questo pomeriggio è stata votata la legge di revisione ordinamentale.
“La motivazione della maggioranza di centrodestra, relativa alla impossibilità di avere un riferimento preciso del numero di beneficiari aggiuntivi, non giustifica la mancata volontà di rendere questo contributo accessibile a tutte le famiglie lombarde, anche quelle di recente acquisizione. Lo abbiamo già segnalato in molte occasioni: il problema sta nelle risorse, sempre troppo esigue, con contributi alle famiglie diminuiti negli anni”, aggiunge Bocci.
“Con questa barriera molte famiglie di lavoratori e lavoratrici, provenienti dalle altre regioni italiane, che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo della nostra regione, lavorando in tanti settori cruciali, come sanità, scuola, trasporti e sicurezza, continueranno a vedersi negato quel minimo supporto economico per poter consentire ai propri figli di praticare sport solo perché risiedono in Lombardia da meno di 5 anni”, insiste la consigliera Pd.
“Non è giusto che questi ragazzi e ragazze debbano rinunciare allo sport, che produce benessere e opportunità di socialità e relazioni. Non desisteremo dal continuare a chiedere che ci siano le stesse parità di accesso per tutti e che le risorse destinate a questo strumento aumentino in modo sostanzioso, per rispondere a un bisogno sempre crescente di tutte le famiglie che risiedono nella nostra regione”, conclude Bocci.



