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Buoni pasto buoni a nulla e necessità di valorizzare chi garantisce l’esistenza del Comune di Firenze

Le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Firenze garantiscono la stessa esistenza dell’ente chiamato a governare e amministrare la nostra Città.
Perché, nonostante la retorica “smart” del Sindaco, sono sempre le persone, con le loro competenze, che garantiscono la quotidianità della “macchina comunale”.
Per questo siamo preoccupati di una serie di segnalazioni arrivate in questi giorni e di cui abbiamo chiesto conto alla Giunta, depositando interrogazione e question time.
Da una parte c’è il tema dell’applicazione del contratto integrativo del 28 giugno 2019 (con indennità e adeguamenti economici ancora sospesi), sollevato da parte delle RSU il 31 ottobre.
Dall’altra una novità per i “nuovi buoni pasto” distribuiti dal Comune, che con difficoltà possono essere utilizzati nel nostro territorio, essendo legati a una azienda evidentemente non sufficientemente affermata a livello locale.
Ci pare che si sia scelto di risparmiare, senza verificare la qualità del servizio, dimenticandosi che i “buoni pasto” non sono una forma di pagamento ma un servizio sostitutivo del diritto alla mensa aziendale. E che quindi devono permettere al dipendente di andarci a mangiare durante la pausa pranzo, non altro.
Si aggiunge il tema dei turni di lavoro agevolati per esigenze personali, di cui avevamo già chiesto conto, ottenendo in risposta la disponibilità a un confronto con le rappresentanze di lavoratrici e lavoratori.
Visti i comunicati stampa delle parti sindacali è però probabile che ci sia necessità di un cambio di atteggiamento da parte di Sindaco e Giunta!

Dmitrij Palagi
giornalista per un giorno

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