Cammini, arte e racconti alla scoperta del dimenticato, del nascosto e dell’inconsueto: ALT(R)O festival

0
10

Ci sono paesaggi che conservano memoria. Non solo quella della geologia o delle stagioni, ma anche quella delle persone che li hanno abitati, attraversati e raccontati. Ogni sentiero, ogni bosco, ogni contrada custodisce tracce che il tempo rischia di rendere invisibili.

L’edizione 2026 di ALT(R)O festival Valmalenco, dal tema Memorie di paesaggio, nasce da questa consapevolezza: allenare lo sguardo a leggere ciò che il paesaggio conserva e comprendere come quella memoria possa trasformarsi in racconto, arte, musica, fotografia e poesia, affinché ciò che il tempo ha inciso sul territorio non si perda nell’oblio.

Per tre fine settimana la Valmalenco diventa uno spazio di esplorazione lenta dove naturalisti, scrittori, artisti, fotografi, musicisti e ricercatori accompagnano il pubblico in cammini, incontri e performance che invitano a osservare il territorio con occhi nuovi. Un invito a rallentare, ad ascoltare e a costruire un rapporto più profondo con la montagna, attraverso l’esperienza diretta e l’incontro con chi la studia, la racconta e la interpreta.

Non un festival da assistere, ma un festival da attraversare. 

19-20 settembre

Natura, memoria e osservazione

Il primo fine settimana è dedicato alla scoperta della natura e delle relazioni invisibili che legano uomini, animali e boschi.

Sabato, ad aprire il festival, sarà Enrico Bassi, ornitologo e naturalista, tra i maggiori esperti italiani di avifauna alpina, che guiderà Col naso all’insù, una passeggiata ornitologica da Chiareggio verso l’Alpe dell’Oro. Un cammino lento per imparare a riconoscere gli uccelli della Valmalenco attraverso l’osservazione, le tracce e l’ascolto dei loro canti.

Nel pomeriggio lo stesso Bassi condurrà Colloqui ornitologici, una sperimentazione semiseria tra divulgazione scientifica e immaginazione che proverà a dare voce ai dialoghi degli uccelli, invitando il pubblico a osservare il mondo naturale con curiosità e ironia. A concludere sarà Avvolti dai larici, coperti dalle stelle, il tradizionale appuntamento notturno di ALT(R)O Festival. Guidati da Andrea Mori, terapeuta forestale, artista e accompagnatore di media montagna, i partecipanti vivranno un’immersione forestale con pernottamento all’aperto, nel cuore del bosco. Un’esperienza di ascolto e contemplazione che invita a rallentare, lasciandosi avvolgere dal silenzio della foresta, dalla luce delle stelle e dai ritmi della natura. Più che un’escursione, un’occasione per abitare il bosco con lentezza e riscoprire un rapporto profondo con il paesaggio.

La domenica il bosco diventerà protagonista con Sotto la corteccia, un cammino narrativo guidato da Valeria Fazzi, guida escursionistica ambientale, narratrice e conduttrice di immersioni in foresta, insieme a Ruggero Spada, insegnante di scienze naturali. Un percorso tra biologia, simboli e miti degli alberi che invita a leggere il bosco come archivio vivente di memoria, relazioni e trasformazioni. 

26-27 settembre

Cammini d’autore

Il secondo fine settimana mette al centro il paesaggio raccontato attraverso la letteratura.

In collaborazione con CAI Edizioni, scrittori e divulgatori accompagneranno il pubblico lungo sentieri che diventano pagine da leggere e da scrivere insieme.

Sabato Franco Faggiani, scrittore e giornalista, autore di alcuni dei più apprezzati romanzi dedicati al rapporto tra uomo, montagna e natura, guiderà Racconti custodi di memorie, un itinerario dedicato al valore del viaggio lento e alla memoria dei luoghi.

Domenica mattina sarà invece Stefano Motta, scrittore e docente, da anni impegnato nello studio e nella valorizzazione della cultura alpina, a condurre Fantasie di paesi fantasma, un cammino tra borghi dimenticati, storia e leggenda, dove le rovine diventano occasione per riflettere sul rapporto tra passato e presente.

Sabato sera gli autori incontreranno il pubblico nell’Aperitivo letterario, insieme a Emiliano Cribari, poeta, fotografo e cercatore di luoghi perduti, in un dialogo moderato dal giornalista e fotografo Andrea Greci, dedicato al paesaggio, alla memoria e alla responsabilità verso i luoghi.

Domenica il festival proporrà Quello che resta, restituzione della residenza artistica di Emiliano Cribari, che per una settimana ha attraversato la Valmalenco lasciandosi guidare dai margini del bosco, dai nuclei abbandonati e dai sentieri meno battuti. Attraverso letture, racconti e soste lungo il percorso, il pubblico potrà ripercorrere la sua esperienza, che culminerà nella performance di MUNI, musicista polistrumentista e compositore, autore della performance nata dalla residenza condivisa. 

3-4 ottobre

Percorsi artistici

L’ultimo fine settimana esplora il paesaggio attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.

Sabato Paolo Novellino, ricercatore sonoro impegnato nello studio del paesaggio acustico alpino, presenterà O.R.S.A., una performance itinerante che mette in dialogo i suoni del presente con un archivio di registrazioni raccolte negli ultimi dieci anni. Un invito ad ascoltare la montagna come luogo di memoria.

La giornata si concluderà con E.R.T.A. – Etnografie Risonanti del Territorio Abbandonato, progetto del duo artistico Molom, formato da Alessandro Pedretti e Milena Berta, che attraverso sculture sonore, installazioni e ricerca artistica restituisce la memoria della contrada abbandonata di Erta, trasformando oggetti dimenticati in strumenti di ascolto e racconto. La performance, riproposta nell’edizione 2026, nasce dalla residenza artistica realizzata dal duo in Valmalenco nel 2025 e rappresenta la restituzione pubblica di un percorso di ricerca che continua a vivere nel tempo.

Domenica sarà protagonista Filippo Macchi, fotografo impegnato nella ricerca sul paesaggio contemporaneo e sui territori marginali. Con Pietra · Via · Acqua, restituzione della residenza artistica realizzata nell’estate 2026, accompagnerà il pubblico lungo un itinerario costruito direttamente dai luoghi incontrati e dalle relazioni nate durante il periodo trascorso in valle.

Le residenze artistiche

Le residenze rappresentano il cuore di ALT(R)O Festival.

Prima del festival gli artisti vivono la Valmalenco, ne percorrono i sentieri, incontrano chi la abita, ascoltano storie e osservano il territorio senza un obiettivo produttivo immediato. È un tempo dedicato all’ascolto, alla relazione e alla conoscenza profonda dei luoghi.

Da questa esperienza nascono fotografie, racconti, poesie, musiche e performance che non raccontano semplicemente un territorio, ma restituiscono il legame costruito con esso, trasformando il paesaggio in narrazione e memoria condivisa.

Durante il festival il pubblico è invitato a ripercorrere insieme agli autori i luoghi della ricerca, condividendo il processo creativo e scoprendo come l’esperienza vissuta si trasformi in opera.

Le residenze artistiche del 2026 daranno vita a nuovi percorsi di ricerca che trovano nel festival il loro momento di restituzione pubblica, attraverso cammini, performance, incontri e installazioni.

L’obiettivo di ALT(R)O Festival è costruire, anno dopo anno, un racconto d’autore destinato a rimanere nel tempo. Ogni residenza aggiunge uno sguardo nuovo al territorio, contribuendo alla creazione di un archivio culturale fatto di immagini, testi, musiche e opere che raccontano la valle da prospettive sempre diverse, alimentando una memoria collettiva capace di accompagnarne il futuro.

Al termine della manifestazione sarà disponibile il Book delle Residenze 2026, che raccoglierà testi, immagini e documentazione dei progetti realizzati, andando ad arricchire questo patrimonio condiviso. 

Informazioni

ALTROFESTIVAL VALMALENCO 2026 – Memorie di paesaggio

Quando

·         19 e 20 settembre 2026

·         26 e 27 settembre 2026

·         3 e 4 ottobre 2026

Tutte le attività sono gratuite.

I cammini sono a numero chiuso e prevedono la prenotazione obbligatoria.

Le performance e gli incontri indicati come aperti al pubblico sono a partecipazione libera fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per tutti gli appuntamenti è consigliato un abbigliamento adatto all’ambiente montano e calzature da escursionismo.

In caso di maltempo le iniziative  si svolgeranno comunque.

Eventuali variazioni dovute a condizioni meteorologiche che non garantiscano la sicurezza dei partecipanti saranno comunicate tempestivamente. 

Prenotazioni e informazioni

segreteria@altrofestivalvalmalenco.it