Venezia – C’è tempo fino al 31 agosto per presentare contributi al nuovo Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) 2027-2033
L’assessore regionale al Governo del Territorio, Marco Zecchinato, invita gli enti locali del Veneto a prendere parte al percorso partecipativo promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, esaminando le nuove mappe di pericolosità e rischio e inviando le proprie proposte secondo le modalità previste.
“Rivolgo un invito a tutti i Comuni del Veneto: partecipate – afferma Zecchinato –. Pur non trattandosi di un procedimento di competenza della Regione, questa fase di confronto rappresenta un’occasione importante per raccogliere il punto di vista degli enti locali e contribuire a rendere il Piano più aderente alle caratteristiche dei diversi territori. Anche la Regione presenterà un proprio contributo di carattere tecnico”.
Al centro del confronto vi sono le nuove perimetrazioni delle aree a rischio. “Molti Comuni e professionisti – prosegue l’assessore – segnalano che i modelli idraulici utilizzati per definire le mappe non sempre rappresentano con sufficiente precisione le caratteristiche del territorio e che, in alcuni casi, le nuove perimetrazioni hanno esteso i vincoli anche ad aree finora escluse. Si tratta di osservazioni che meritano attenzione, nell’interesse di un Piano sempre più efficace e coerente con la realtà”.
“La sicurezza dei cittadini resta la priorità assoluta e non è in discussione – precisa Zecchinato –. L’obiettivo non è ridurre il livello di tutela, ma affrontare alcune criticità applicative che oggi rendono, in diversi casi, più complesso recuperare il patrimonio edilizio esistente rispetto alla realizzazione di nuovi interventi. Una situazione che rischia di produrre effetti in contrasto con gli obiettivi di contenimento del consumo di suolo”.
Tra gli aspetti evidenziati dall’assessore figurano anche la necessità di un migliore coordinamento tra pianificazione urbanistica e strumenti di prevenzione e allertamento, nonché le differenze tra le discipline applicate nei Distretti delle Alpi Orientali e del Po, che in alcuni Comuni determinano regole differenti all’interno dello stesso territorio.
“Una disciplina più equilibrata e maggiormente calibrata sulle specificità locali – conclude Zecchinato – può favorire la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, senza ridurre il livello di sicurezza, e contribuire a una pianificazione più efficace e coerente con le caratteristiche dei territori”.



