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Chi ha paura del buio?

Musja, il nuovo spazio capitolino dedicato alle tendenze più innovative dell’arte contemporanea, apre al pubblico con la prima mostra di una trilogia ideata appositamente per il museo, ospitato in un edificio sorto sulle rovine romane del Teatro di Pompeo, i cui elementi architettonici di epoche diverse dialogano con la preziosa collezione novecentesca del fondatore Ovidio Jacorossi.

Il progetto, intitolato “The Dark Side”, porta la firma di Danilo Eccher, già direttore di importanti musei italiani, tra cui il Museo MACRO, e curatore di grandi mostre. Il tema affrontato riguarda la più potente e antica emozione umana, la paura.

Il linguaggio dell’arte permette così di rileggere, in un percorso strutturato in tre anni, la paura del buio, della solitudine e del tempo, tre pensieri costanti che da sempre pongono ogni individuo davanti ai propri limiti e alle proprie potenzialità. Il filo conduttore rimane il “lato oscuro” che caratterizza ogni essere umano, quell’ombra che ci accompagna silenziosa popolando i nostri sogni e toccando la parte più segreta e fragile della nostra anima. La paura ci proietta in una dimensione oscura e minacciosa cui cerchiamo inutilmente di sottrarci e che esige invece innanzitutto una nostra decisa presa di coscienza. Accettandola, controllandola e rendendola nostra alleata, la paura si trasforma infatti in una forza positiva che ci permette di attraversare il buio, portando alla luce le grandi potenzialità che vivono in ciascuno di noi e affrontando con coraggio le sfide che ci attendono. Perché spesso si ha più paura dell’ombra di ciò che la produce.

La prima tappa del progetto coinvolge alcuni tra i più importanti artisti internazionali con installazioni site specific e opere di grandi dimensioni: punti di vista differenti che si si accostano e si intrecciano, conferendo al progetto un respiro ampio e diversificato. Artisti di fama mondiale, come Gregor Schneider, che utilizza lo spazio come luogo della coscienza, Hermann Nitsch, Christian Boltanski e il mistico James Lee Byars, trovano spazio accanto ai nuovi protagonisti della scena artistica contemporanea e agli italiani Gino De Dominicis, Gianni Dessì, Flavio Favelli e Monica Bonvicini.

Le opere, prodotte per la mostra o provenienti da istituzioni e gallerie, oltre che dalla collezione Jacorossi, sono state selezionate per invitare a riflettere sul tema scelto e, allo stesso tempo, per avvicinare il pubblico alle più attuali ricerche artistiche contemporanee. Visitando la mostra, si potranno analizzare le proprie reazioni di fronte a esperienze sensoriali e tattili, visioni teatrali e magiche, ansie che prendono forme diverse e inattese per poi dissolversi.

Durante l’inaugurazione della mostra e con cadenza mensile, nelle sale del museo si svolge tra il pubblico una performance del gruppo “Differenziale Femminile”, composto da quattro attrici romane.

giornalista per un giorno

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