Santiago de Cuba – Prosegue l’attività del Convoy solidale organizzato dalla campagna Let Cuba Breathe sull’isola: nelle ultime tappe attraverso la provincia di Santiago de Cuba, sono stati consegnati aiuti a strutture sanitarie ed educative, includendo una donazione destinata ai bambini oncologici della città.
La delegazione ha consegnato donazioni ai minori malati di cancro assistiti a Santiago de Cuba, città che ospita l’Hospital Infantil Sur Docente “Dr. Antonio María Béguez César”, punto di riferimento regionale per l’oncologia pediatrica nell’Oriente del Paese. La provincia è tra i territori cubani con la maggiore incidenza di casi di cancro, in un contesto in cui le istituzioni sanitarie locali segnalano da tempo scarsità di farmaci, materiali e tecnologie mediche.
Nei quartieri di Antonio Maceo e Los Olmos, la delegazione ha poi partecipato ad attività ricreative e culturali con famiglie e bambini, in un contesto segnato dalle difficoltà di approvvigionamento di carburante ed energia elettrica che il Paese sta attraversando e che si ripercuotono sui servizi pubblici e sulla vita quotidiana.
Nei giorni precedenti, a Boca de Mícara, il Convoy aveva già fatto tappa all’Ospedale Generale Rurale Emilio Bárcenas, che garantisce pronto soccorso, ricovero e reparti di ostetricia, medicina interna e pediatria a un territorio prevalentemente montuoso dove distanza e trasporti complicano l’assistenza; e alla Scuola Primaria Mártires del Moncada dove sono stati consegnati materiale scolastico e farmaci essenziali per l’ambulatorio della comunità.
Il percorso è proseguito nella comunità di Manaca, nel Consejo Popular Comecará, dove la delegazione ha consegnato medicinali essenziali e materiali sanitari al consultorio del medico e dell’infermiere di famiglia, e ha visitato la Scuola Primaria Antonio Maceo Grajales. Nella comunità è in fase di avvio anche una “casita infantil“, pensata per i figli dei produttori di caffè e dei lavoratori locali, con l’obiettivo di ampliare l’assistenza ai bambini in tenera età e favorire l’inserimento delle madri nel lavoro.
«A Cuba abbiamo visto medici e insegnanti che continuano a garantire assistenza e istruzione nonostante mezzi sempre più limitati», ha raccontato Giorgia Vernetti, di Let Cuba Breathe.
«Far funzionare un ospedale rurale o una scuola di montagna con le difficoltà imposte dal bloqueo è un impegno quotidiano che qui nessuno si risparmia.
Nei prossimi giorni il nostro convoglio proseguirà verso Maisí e Baracoa, attraverserà tutta l’isola fino a L’Avana per continuare a portare gli aiuti raccolti in Europa e raccontare quello che stiamo vedendo.
È una situazione che deve necessariamente trovare una soluzione, perché 11 milioni di persone hanno il diritto di decidere del proprio futuro senza subire le conseguenze di una politica imposta dall’esterno».



