HomeattualitàDi Maio, reddito di emergenza non basta servono strumenti straordinari

Di Maio, reddito di emergenza non basta servono strumenti straordinari

La Fase 2 inizierà tra poche ore e il ministro Di Maio guarda al futuro, a una ripresa con meno leggi e meno burocrazia, con meno tasse per rilanciare il Paese. E sui congiunti: i miei non li vedo da mesi.

“Non esisteva un manuale di lockdown e tutto quello che siamo chiamati a fare lo stiamo facendo per la prima volta” nella storia. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervistato dall’Huffingtonpost, rispondendo alle numerose critiche giunte al governo sulle modalità di riapertura della Fase 2.

E a quanti hanno mormorato anche all’interno della maggioranza come Renzi, Di Maio risponde che se avessero voluto pensare al consenso elettorale allora avrebbero già riaperto tutto da domani, ma “se vogliamo agire tutelando la vita dei cittadini allora la via da intraprendere è quella della prudenza”.
Sulle misure economiche

Va bene il reddito di emergenza, ma non “può essere l’unico strumento” di sostegno, ragiona Di Maio, servono “strumenti straordinari” per fare fronte a “una situazione straordinaria”.

E lo strumento a cui pensa Di Maio non sono tanto gli incentivi quanto la riduzione delle tasse e una “riscossione delle tasse coscienziosa”.

Ma serve anche meno burocrazia e per questo propone di tagliare “almeno 1.000 leggi inutili” che ostacolano le imprese, come le “tantissime” leggi del codice degli appalti che spingono le imprese in un labirinto dal quale spesso non se ne esce neppure con la mappa.
Accelerare sulle riaperture

Come aveva detto il ministro della Salute Speranza, se i numeri conforteranno allora saranno possibili delle riaperture anticipate ma tutto dipenderà da come andranno questi primi giorni della Fase 2.

Tutto dipenderà dalla responsabilità degli italiani e dalla loro cautela.
Non vedo la mia famiglia da mesi

E per quanto riguarda il chi sono gli affetti più cari, i congiunti, e la polemica sul fatto che si considerano congiunti i cugini fino al sesto grado, che magari non si vedono da una vita, ma non gli amici di sempre, Di Maio risponde:

“io non vedo la mia famiglia da mesi, quindi capisco la sofferenza degli italiani”.

Lunedì 4 maggio l’Italia uscirà ufficialmente dal lockdown con l’allentamento delle misure anti-Covid, che prevedono la riapertura di alcune attività economiche e sociali.

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