Difendere gli allevatori significa difendere la montagna lombarda

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Milano – Un piano regionale straordinario per affrontare in maniera concreta il crescente fenomeno delle predazioni da lupo, maggiori tutele per gli allevatori, monitoraggio esteso a tutto il territorio lombardo e una strategia che sappia coniugare la tutela della fauna con la sopravvivenza dell’allevamento montano. Sono questi gli obiettivi dell’Ordine del Giorno presentato dal consigliere regionale Luca Ferrazzi di Futuro Nazionale – Vannacci nell’ambito della sessione di assestamento del bilancio regionale.

L’allevamento di montagna non rappresenta soltanto un’attività economica – dichiara Ferrazzi – ma costituisce un presidio fondamentale del territorio, della sicurezza ambientale, della manutenzione dei pascoli e della salvaguardia delle nostre eccellenze agroalimentari. Se gli allevatori sono costretti ad abbandonare gli alpeggi, a perdere non saranno solo loro, ma tutta la Lombardia.

Il consigliere Ferrazzi evidenzia come le continue predazioni registrate nelle province alpine e prealpine stiano mettendo in seria difficoltà centinaia di aziende agricole, con pesanti ripercussioni economiche e organizzative.

Le recinzioni elettrificate e i cani da guardiania sono strumenti utili ma, soprattutto negli alpeggi più impervi, non sono sufficienti a risolvere il problema. Occorre una politica regionale più incisiva, capace di affiancare concretamente chi ogni giorno vive e lavora in montagna.

L’Ordine del Giorno propone la predisposizione di un Piano regionale straordinario, il rafforzamento dei ristori agli allevatori, incentivi per i sistemi di prevenzione, un tavolo permanente con tutti gli enti coinvolti e una relazione annuale al Consiglio regionale sull’evoluzione del fenomeno.

Ferrazzi richiama inoltre il recente cambiamento del quadro normativo europeo, che offre maggiori possibilità nella gestione della presenza del lupo.

Non chiediamo lo scontro tra tutela della fauna e attività umane. Chiediamo equilibrio, buon senso e decisioni basate sui dati scientifici. Le istituzioni devono poter disporre di informazioni complete per adottare politiche realmente efficaci.

Il consigliere Ferrazzi sottolinea anche la necessità di ampliare il progetto biennale di monitoraggio avviato da Regione Lombardia insieme alla Comunità Montana del Triangolo Lariano.

Si tratta di un’iniziativa certamente positiva e meritoria, ma che interessa soltanto una porzione limitata del territorio regionale. Nelle province alpine e prealpine dove oggi il fenomeno delle predazioni è più intenso serve estendere rapidamente il monitoraggio, così da avere un quadro omogeneo dell’intera Lombardia e poter programmare interventi realmente efficaci.

L’obiettivo – conclude Ferrazzi – è difendere il lavoro degli allevatori, tutelare produzioni simbolo come il Bitto DOP e lo Storico Ribelle, contrastare l’abbandono della montagna e garantire un corretto equilibrio tra conservazione della fauna selvatica e salvaguardia delle comunità che vivono e presidiano quotidianamente i nostri territori.