Diritti LGBTIQ+, la Commissione Europea risponde ai/alle cittadini/e sulle pratiche di conversione

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A pochi giorni dalla Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT), che si svolge il 17 maggio, la Commissione europea risponde alla ‘European Citizens’ Initiative (ECI) to ban conversion practices’.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) puntava a vietare le pratiche di conversione nell’UE. Ha potuto contare sulla adesione di 1,1 milioni di cittadini/e, che hanno chiesto alla Commissione di istituire un vero e proprio divieto legale di queste pratiche.

La lotta agli interventi di conversione è un obiettivo chiave della Strategia per l’uguaglianza LGBTIQ+ 2026-2030. La ‘conversione’ comprende misure che possono determinare gravi pericoli e danni per la popolazione LGBTIQ+,  partendo dal presupposto falso che le persone LGBTIQ+ siano malate.

In realtà secondo il rapporto dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’UE, il 24% delle persone LGBTIQ + nell’UE ha subito violenza fisica e sessuale, abusi verbali, vessazioni/umiliazioni.

Sulla questione la Commissione adotterà una Raccomandazione  in tempi brevi – è prevista per il 2027 – ed inviterà gli Stati membri a vietare le pratiche di conversione, impegnandosi a sostenere gli Stati membri in questo processo e a proporre misure complementari.

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