L’impresa è stata coronata lungo le ampie vie di Montreal da Brandon MCNULTY, che ha posto fine al monopolio europeo durato per 16 edizioni.
Il ventottenne di Phoenix, mai sul gradino più alto del podio nelle corse disputate durante il 2026, ha sferrato l’attacco decisivo a 32 chilometri dall’arrivo riuscendo a trarre il massimo vantaggio dalla mancata collaborazione tra i numerosi inseguitori di rango.
MCNULTY, fidato gregario di Tadej Pogacar, ha confermato il feeling con la metropoli del Quebec, dove negli ultimi due anni è stato uno dei principali protagonisti del Grand Prix Cycliste, vinto nel 2025 per concessione proprio del fuoriclasse sloveno e concluso in terza posizione in questa stagione.
Alle spalle dello statunitense, campione iridato juniores a cronometro nel 2016, si è piazzato il trentaseienne australiano Michael Matthews, che ha regolato l’olandese Mathieu Van Der Poel collezionando il quarto podio iridato nell’arco di undici anni.
Sul fronte italiano, il migliore del lotto è stato Giulio Ciccone, nono all’arrivo.
Va rimarcato come, per la prima volta in 93 edizioni, le medaglie siano state conquistate da rappresentanti di tre continenti diversi. Inoltre, altro fatto inedito, nessun ciclista europeo si è attestato nelle prime due posizioni, risultato difficilmente pronosticabile alla vigilia.
La corsa si è rivelata, in ogni caso, estremamente combattuta e spettacolare.
Nell’occasione, “La classe operaia è andata in paradiso con ampio merito”.



