Ed è qui che si palesa il fallimento e l’ipocrisia totale di questo governo

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Sulla carta, secondo l’articolo 99 della Costituzione, il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) dovrebbe essere un organo di consulenza per Governo e Parlamento su questioni economiche e sociali, con tanto di facoltà di proporre disegni di legge e gestire l’archivio dei contratti collettivi.

Nella realtà dei fatti, da decenni è il monumento per eccellenza all’ente inutile: produce pareri consultivi non vincolanti che nessuno legge, sforna proposte di legge che finiscono regolarmente nel cestino e funziona principalmente come un comodissimo parcheggio di lusso per politici a fine corsa e cariche sindacali. Un organismo che nel 2016 volevano persino abolire per referendum perché svuotato di qualsiasi rilevanza pratica.

Ed è qui che si palesa il fallimento e l’ipocrisia totale di questo governo. Invece di chiudere i rubinetti agli sprechi storici mentre piangono miseria per la sanità e non trovano le coperture per la manovra, che fanno? Resuscitano questo stipendificio con un clamoroso +41% di fondi pubblici, portando la spesa a oltre 10 milioni di euro (pronti a diventare 12).

Risultato: oltre 2,4 milioni bruciati solo per la governance, più di 215 mila euro lordi di stipendio (aveva tentato di portarselo a 310 ma andata male povero)a Renato Brunetta e una sfilza di soldi nostri gettati tra “fornitura vestiario”, cancelleria e spese di gestione.

Tutto questo mentre ai cittadini si chiedono sacrifici quotidiani e si promettono tagli alla spesa pubblica che, puntualmente, colpiscono solo chi non ha una poltrona garantita.

Ma visto che il CNEL sforna pareri che non vincolano nessuno e proposte che non vota nessuno, non conveniva lasciarlo dov’era invece di farci pagare 10 milioni di euro all’anno solo per comprare i completi nuovi a Brunetta e ai suoi consiglieri?

Davide Brunelli