Marvin Hagle: Eravamo sei figli, cresciuti da una madre sola

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Ci trasferimmo a Brockton, in Massachusetts, la città di Rocky Marciano, perché la nostra casa a Newark era andata in fiamme durante i disordini del 1967.

Si sparava per strada e noi ci nascondevamo sotto il letto. Io correvo tanto… e qualche volta rubavo.

Lasciai presto la scuola per lavorare in cantiere: mattoni e calce, tre dollari al giorno. A quindici anni entrai nella palestra di Pat e Goody Petronelli, due emigrati italiani. Furono loro a falsificare la mia data di nascita per permettermi di debuttare: ero ancora troppo giovane.

Il mio primo avversario fu un ragazzo che, durante una rissa fuori da una discoteca, mi aveva lasciato un occhio nero. Per me, allora, la boxe serviva anche a questo: a pareggiare i conti con la vita.

 Marvin Hagle