Un convoglio solidale percorrerà l’Europa di tappa in tappa per rompere il silenzio sull’asfissia di Cuba.
La campagna internazionale Let Cuba Breathe e il movimento Convoy to Cuba lanciano il tour di sostegno a Cuba: si parte da Torino il 9 giugno, seguiranno Parigi, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Roma e molte altre città.
La campagna internazionale Let Cuba Breathe e il movimento Convoy to Cuba lanciano Europe, Wake Up!, un tour che attraverserà numerose città europee e che culminerà il 30 giugno con una giornata di mobilitazione e un evento istituzionale presso il Parlamento Italiano.
Per un mese, un camper brandizzato percorrerà il continente partecipando alle manifestazioni in solidarietà a Cuba con l’organizzazione in diverse città di incontri con cittadini, associazioni, amministratori e rappresentanti politici, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico una crisi che sta ricevendo un’attenzione largamente insufficiente rispetto alle condizioni che la popolazione cubana si sta trovando ad affrontare.
La mobilitazione assume particolare rilevanza in questo momento anche per il calendario politico europeo. Tra il 15 e il 18 giugno il Parlamento Europeo sarà chiamato a esprimersi su una risoluzione riguardante Cuba durante la sessione plenaria di Strasburgo.
È in vista di questo appuntamento che il tour attraverserà il continente, con l’intenzione di sensibilizzare cittadini e rappresentanti istituzionali prima del voto. Un’iniziativa che attraverserà moltissime città: da Parigi a Berlino, da Amsterdam a Bruxelles e che toccherà anche Roma, il 30 giugno.
Una mobilitazione che cresce – Il tour rappresenta l’ultima tappa di un percorso già avviato da Let Cuba Breathe, la campagna internazionale promossa da AICEC, l’Agenzia di Interscambio Culturale ed Economico con Cuba. Negli ultimi mesi la campagna ha organizzato due Convoy internazionali di solidarietà verso l’isola, coinvolgendo partecipanti provenienti da diversi Paesi del continente. Un terzo Convoy, previsto per agosto 2026, è già stato annunciato e le adesioni sono aperte.
Il tour prende il via il 9 giugno a Torino con un’assemblea di solidarietà promossa dalla FIOM alla Camera del Lavoro, per proseguire il 10 giugno a Bruxelles con un evento al Parlamento Europeo e un presidio esterno. L’11 giugno il convoglio raggiungerà Parigi per una manifestazione davanti all’Assemblea Nazionale, seguita il 12 giugno da Amsterdam con una manifestazione di piazza e il 13 giugno da Berlino con un presidio davanti all’Ambasciata statunitense.
Seguiranno ulteriori tappe in diverse città europee, saranno segnalate in continuo aggiornamento sul sito di Let Cuba Breathe: il 30 giugno sarà la volta di Roma con una giornata di mobilitazione diffusa e un evento istituzionale presso il Parlamento Italiano, promosso con la partecipazione di esponenti di Sinistra Italiana, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
In questo contesto, Europe, Wake Up! nasce come un ponte tra le iniziative già realizzate e quelle future. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione pubblica in una fase decisiva, mentre le istituzioni europee si preparano a discutere nuovamente della situazione cubana.
La crisi che ha portato Cuba al collasso energetico – L’attuale emergenza ha subito una drammatica accelerazione a partire dal 3 gennaio 2026, quando il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato rapito illegalmente durante un’operazione militare statunitense a Caracas.
Nei mesi successivi, il deterioramento della situazione regionale ha avuto conseguenze dirette anche su Cuba, storicamente dipendente dalle forniture energetiche venezuelane, La precisa volontà del governo USA di far crollare Cuba ha generato una situazione critica, una potenziale catastrofe umanitaria denunciata anche dall’Onu.
Con il blocco delle forniture di petrolio e l’inasprimento delle misure economiche nei confronti dell’isola, il sistema energetico cubano è progressivamente entrato in crisi fino al punto di rottura.
Quesro blocco sta determinando il deteriorarsi di tutti i servizi obbligando un intero popolo a carenze quotidiane che stanno già a oggi causando morti soprattutto tra i più fragili. È finita l’energia per alimentare gli ospedali, per le scuole, per la raccolta rifiuti, per i servizi d’emergenza, per spostare merci.
Il 13 maggio 2026 le principali centrali elettriche del Paese hanno esaurito le proprie riserve di diesel e olio combustibile, lasciando milioni di persone esposte a blackout prolungati.
Le conseguenze hanno investito ogni aspetto della vita quotidiana. Gli ospedali hanno dovuto ridurre le attività ai servizi essenziali, numerosi interventi chirurgici sono stati rinviati e la carenza di carburante ha limitato il funzionamento delle ambulanze. Le difficoltà nell’approvvigionamento di medicinali e antibiotici si sono aggravate, mentre in molte aree del Paese l’accesso all’acqua è diventato discontinuo a causa dell’impossibilità di alimentare le pompe elettriche. In un contesto economico già fragile, l’aumento del costo dei carburanti ha ulteriormente compromesso la capacità della popolazione di affrontare l’emergenza.
Perché la questione riguarda anche l’Europa – La crisi cubana non può essere considerata soltanto un problema umanitario. Il 1° maggio 2026, infatti, un ordine esecutivo della Casa Bianca ha esteso le sanzioni anche alle imprese europee che intrattengono rapporti economici con Cuba, riaprendo il dibattito sull’extraterritorialità delle misure statunitensi.
La questione tocca direttamente la sovranità europea: se Washington può determinare con quali partner commerciali possano operare le aziende del continente e influenzare le scelte economiche dei governi europei il problema non riguarda soltanto Cuba ma la capacità dell’Europa di difendere la propria autonomia politica ed economica.
Non è la prima volta che l’Unione Europea si trova ad affrontare una situazione di questo tipo, ma questa volta il confronto si sviluppa nel contesto di una crisi umanitaria già in corso e con conseguenze concrete sulla popolazione civile.
Verso il Convoy di agosto – Il tour europeo rappresenta infine il preludio a un appuntamento più ampio. Ad agosto 2026 partirà infatti il terzo Convoy to Cuba, una missione internazionale di solidarietà che porterà partecipanti provenienti da diversi Paesi direttamente sull’isola per consegnare aiuti solidali e testimoniare la vicinanza della società civile internazionale alla popolazione cubana.
Let Cuba Breathe invita cittadini, associazioni e rappresentanti politici a sostenere l’iniziativa firmando la petizione internazionale su firmoporcuba.com, partecipando alle attività del tour e contribuendo a mantenere alta l’attenzione pubblica in vista delle prossime decisioni delle istituzioni europee.
Europe, Wake Up! – Let Cuba Breathe. è un’iniziativa organizzata da Let Cuba Breathe insieme al movimento internazionale Convoy to Cuba e all’ICAP, l’Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli, che garantirà la presenza, fisica o in collegamento, di testimoni e rappresentanti della società civile cubana.



