Un maggio non particolarmente positivo per le esportazioni italiane di vino nel mondo. Il comparto nazionale ha registrato un -7,1% del giro d’affari nel quinto mese del 2026, che porta il dato cumulato a partire da gennaio a -6,9 per cento, poco al di sotto dei tre miliardi di euro (2,98 mld).
Un trend negativo che si ripercuoterà sensibilmente sul bilancio di fine anno. Il piccolo recupero registrato a marzo scorso sembra essere stato un fuoco di paglia. E se si guarda alle quantità vendute fuori confine, l’Italia porta a casa un -9,9% rispetto al maggio del 2025, con complessivi 809 milioni di litri esportati in cinque mesi per un calo di oltre il 5 per cento, secondo i dati Istat analizzati dal settimanale Tre Bicchieri.
A galla gli sparkling
La categoria più penalizzata è quella dei vini in bottiglia (confezioni fino a 2 litri) che nel solo maggio perde ben 14 punti percentuali sull’anno precedente, portando il periodo complessivo gennaio-maggio a -9,6%, con 1,74 miliardi di euro. In doppia cifra negativa anche i volumi esportati con -12,4% nel mese e -6,6% rispetto ai primi cinque mesi del 2025.
Invece, un maggio positivo (+8% a valore) tiene a galla il bilancio a valore degli spumanti italiani che risultano stabili nel periodo cumulato (876 mln di euro), ma stavolta non grazie al gruppo dei vini a Dop Prosecco, che perde il 2,2% (669 mln di euro), bensì grazie ad altre categoria come Asti (+35% in cinque mesi), altri vini spumanti a Dop (+0,9%), spumanti varietali (+2,6%) e spumanti comuni (+1,5%). In doppia cifra (-10%) la perdita dei vini frizzanti.



