FABIO CONCATO: «LA PSICOTERAPIA MI HA AIUTATO A RESTARE CON I PIEDI PER TERRA, VICINO ALLA FAMIGLIA E ALLE COSE VERE»

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«Ho iniziato a fare psicoterapia d’appoggio prima ancora di conoscere il successo. I produttori mi avevano detto che, se fossi rimasto coerente con me stesso, avrei impiegato sei o sette anni prima di sfondare. È andata proprio così.

Poi sono arrivate “Domenica bestiale”, “Fiore di maggio”, il successo e i soldi. Ma insieme a tutto questo è arrivato anche altro disorientamento, oltre al panico attraverso il quale evidentemente sfogavo cose che non avevo ancora digerito.

La terapia mi ha aiutato a restare con i piedi per terra, esattamente come desideravo. Volevo continuare a essere attento alla mia famiglia, a mia moglie, alle cose vere della vita. Non volevo trasformarmi semplicemente ne “l’artista”, perdendo di vista l’uomo che ero.

Per questo non provo alcun pudore nel parlare della psicoterapia, anzi. Credo che conoscere se stessi, mantenere il senso della realtà e comprendere che siamo soltanto di passaggio siano cose fondamentali.
Vedo tanta infelicità intorno a noi. Molte persone vivono male e convivono con nevrosi delle quali magari non sono neppure consapevoli. Si parla continuamente di Pil e spread, mentre rischiamo di dimenticare qualcosa di molto più importante: il valore di essere uomini.

Se perdiamo questa consapevolezza diventa inevitabile comunicare poco e finire per essere aggressivi o posticci. Può succedere nella vita e può succedere anche nella musica.

Io ho cercato di non perdere il contatto con ciò che per me conta davvero: conoscere me stesso, restare vicino alle persone che amo e tenere i piedi per terra. Perché il successo può arrivare, ma non dovrebbe mai farci dimenticare chi siamo.»