
GREENPEACE IN AZIONE IN CROAZIA PER BLOCCARE UN MAXI ALLEVAMENTO CHE MINACCIA “L’AMAZZONIA D’EUROPA”
AMSTERDAM – Questa mattina dodici attiviste e attivisti di Greenpeace hanno scalato tre capannoni nel cantiere di un maxi-allevamento nel nord-est della Croazia, dipingendo sui tetti delle strutture una grande scritta di 500 metri quadri “Fermate questa merda!” per protestare contro la minaccia che i reflui zootecnici rappresentano per la vicina riserva naturale.
Contemporaneamente, attivisti di Zelena akcija (Friends of the Earth Croatia) e Prijatelji životinja (Animal Friends Croatia) hanno bloccato l’ingresso al cantiere, installando un pollo gonfiabile alto 3,5 metri davanti ai cancelli. Un attivista si è seduto su un WC improvvisato per simboleggiare l’indifferenza dell’industria nei confronti delle preoccupazioni delle comunità locali.
Al confine croato con l’Ungheria, gli attivisti hanno protestato contro un progetto del colosso MHP, il più grande produttore avicolo in Europa: una volta operativa, la struttura dovrebbe produrre 1,8 milioni di polli all’anno. La popolazione locale è preoccupata che il milione di litri di rifiuti che l’impianto produrrà annualmente possa inquinare suolo, aria e corsi d’acqua.
Il progetto ha suscitato una forte opposizione locale anche a causa del fatto che sorgerà a poche centinaia di metri dalla riserva di Veliki Pažut, parte della Riserva della Biosfera Mura-Drava-Danubio: un’area umida di 930 mila ettari protetta dall’UNESCO e nota come “l’Amazzonia d’Europa” per la sua biodiversità e i suoi vasti corridoi fluviali.
La riserva, che si estende su cinque Paesi, ospita la più alta densità di nidificazione di aquile di mare in Europa ed è un habitat fondamentale per oltre 250 mila uccelli acquatici.
«I giganti della carne industriale come MHP si stanno espandendo in modo aggressivo in tutto il mondo, riempiendo le tasche dei miliardari mentre avvelenano fiumi e acqua potabile con i rifiuti tossici degli allevamenti», ha dichiarato Dániel Nyitray di Greenpeace International. «Ovunque, le comunità locali sono stufe, e oggi questi attivisti sono entrati in azione per chiedere aria e acqua pulita, e un sistema alimentare che nutra le persone, non l’avidità delle multinazionali».
La Croazia è interessata da diversi progetti di espansione del settore avicolo che riflettono un’impennata dei consumi di pollo in tutto il mondo: dal 2006 a oggi la produzione avicola è cresciuta di quasi il 60%, superando i 76 miliardi di animali all’anno. Soltanto MHP, di proprietà del miliardario ucraino Yuriy Kosiuk, macella oltre mezzo miliardo di polli ogni anno.
Anche in Italia i capi avicoli sono aumentati di circa il 56% in vent’anni, con allevamenti sempre più grandi e intensivi dentro cui si alleva circa mezzo miliardo di polli e galline, concentrati principalmente nelle regioni padane.
«Le comunità locali non sono più disposte a subire l’inquinamento prodotto da queste maxi fabbriche di carne, in Europa come in Italia», commenta Simona Savini di Greenpeace Italia. «Per questo, insieme ad altre associazioni, abbiamo presentato alla Camera una proposta di legge per bloccare immediatamente l’espansione degli allevamenti intensivi e avviare una transizione ecologica del settore. Dopo oltre due anni di silenzio da parte della Commissione Agricoltura, è ora che la sua discussione venga calendarizzata per avviare un serio confronto sul tema».


