Il caro carburanti non può aspettare
Ho votato contro una manovra che mette in circolo circa 2,5 miliardi di euro senza riuscire a indicare una direzione, una strategia, un vero disegno di Sardegna. Ci sono risorse importanti e ci sono interventi che possono essere utili, ma manca un filo conduttore. È una somma di interventi tampone, misure spot e provvedimenti spesso disconnessi tra loro. Manca quella visione complessiva che sarebbe stata necessaria per utilizzare una disponibilità finanziaria così straordinaria e costruire le condizioni per lo sviluppo della Sardegna dei prossimi anni.
E in questa manovra non si è trovata neanche una vera soluzione al caro carburanti. La Regione ha previsto un intervento da 50 milioni per il caro carburanti, è un primo intervento, ma non basta.
Noi avevamo presentato un emendamento chiedendo di portare lo stanziamento a 70 milioni di euro, perché davanti a un’emergenza che incide ogni giorno sui costi delle famiglie e delle imprese servono risposte adeguate alla dimensione del problema.
Lo ripeto da mesi, per la Sardegna il costo del carburante non è soltanto un problema congiunturale. È un problema strutturale che si somma agli svantaggi dell’insularità e che colpisce famiglie, imprese, autotrasportatori e tutto il sistema produttivo.
Il caro carburanti aumenta il costo di muoversi, di lavorare e di trasportare le merci e, alla fine, si trasferisce sul prezzo di ogni bene. Serve una soluzione strutturale.
Per questo in Consiglio regionale ho sollecitato ancora una volta il Presidente Comandini affinché venga affrontata al più presto la proposta di legge che abbiamo presentato sul tema, così da chiedere al Governo nazionale di dare finalmente attuazione concreta al principio costituzionale di insularità e che le risorse derivanti dall’ETS sulle rotte marittime da e per la Sardegna tornino in Sardegna.



