Foccillo: “Sulla contrattazione il Governo risolva con l’apertura dei tavoli”

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Noi siamo disponibili a confrontarci con il governo per il rinnovo dei contratti 2019/21, come abbiamo più volte ribadito, attraverso anche la definizione di un protocollo o memorandum che ne fissi gli aspetti normativi. In particolare vanno risolte alcune tematiche che sono diverse e penalizzanti rispetto agli altri settori del mondo del lavoro e che fanno parte di una stagione passata in cui si criminalizzavano i lavoratori pubblici (pagamento della malattia, Tfr, sanzioni disciplinari, salario di produttivo non detassato e possibilità di aprire realmente anche la contrattazione di secondo livello).

Inoltre, vi sono aspetti che devono rientrare nella contrattazione, come l’organizzazione del lavoro, etc., per proseguire quel processo di ricontrattazione avviato con l’accordo del 30 novembre del 2016.

La mobilitazione è stata decisa perché siamo già ad un anno di ritardo e fino ad oggi non ci sono ancora le risorse per innovare i contratti e potrà essere superata quando concretamente si creeranno le condizioni per aprire le trattative all’Aran. Ricordiamo che ancora vanno conclusi i lavori sui nuovi inquadramenti che dovranno risolversi prima dei rinnovi contrattuali e che sono fermi già di più di un anno.

Con queste condizioni il sindacato ha già dimostrato una forte responsabilità e non si può aspettare un ulteriore gesto distensivo se il datore di lavoro, il governo, non adempie alla sua funzione e si risolva il tutto con l’apertura dei tavoli.

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