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Francesco e Biden, 75 minuti di colloquio su clima, Covid, migranti e libertà di coscienza

Il leader Usa, accompagnato dalla moglie Jill, per la prima volta in Vaticano da presidente. Lungo dialogo a porte chiuse nella Biblioteca Apostolica: ribadito il comune impegno per la lotta alla pandemia e alla salvaguardia del pianeta, con una speciale attenzione all’attualità internazionale alla luce del G20

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Alle 11.59 la limousine con il sigillo del presidente degli Stati Uniti si è fermata sotto l’ingresso del Palazzo Apostolico, nel Cortile di San Damaso, dove era stata issata la bandiera americana. Il presidente Joe Biden, arrivato nella notte in Italia per partecipare al G20 di Roma, è giunto in Vaticano per l’udienza con Francesco. È il primo incontro nel ruolo di presidente, in passato Biden aveva salutato il Papa già tre volte.

Roma blindata

Il lungo corteo presidenziale, partito da Villa Taverna, residenza a Roma del presidente, era composto da oltre cinquanta vetture, tra blindati e suv. Aperto da una scorta di dieci moto e dalle gazzelle della Polizia di Stato italiana, mentre un elicottero presidiava l’area dall’alto, ha percorso Via della Conciliazione seguendo il tragitto precedentemente sigillato dalle forze dell’ordine. Dopo l’appuntamento in Vaticano, Biden è atteso al Quirinale per l’incontro con il presidente italiano Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi.

Biden ha atteso per qualche secondo in macchina: all’ultimo rintocco della campana alle 12 è stato aperto lo sportello dell’automobile da dove è sceso insieme alla moglie Jill, in abito blu scuro e con una veletta nera sul capo. Entrambi sono stati accolti dal reggente della Casa Pontificia, monsignor Leonardo Sapienza. “Grazie mille, è bello essere tornati”, ha detto il capo della Casa Bianca, scherzando anche con alcuni Gentiluomini di Sua Santità, presenti per l’accoglienza ufficiale.

Il presidente – il secondo presidente cattolico dopo John Fitzgerald Kennedy – è stato accompagnato nella Sala del Tronetto, dove è avvenuto il primo saluto con il Papa. Insieme si sono trasferiti nella Biblioteca apostolica alle 12.10  dove, uno di fronte all’altro alla scrivania, hanno dato il via al colloquio riservato, concluso poco dopo le 13.25. Un dialogo quindi di circa 75 minuti, probabilmente il più lungo ad oggi tra un Papa e un presidente Usa, ben oltre quanto accaduto nel 2014 nell’incontro privato con l’allora presidente Barack Obama, durato 50 minuti.

Impegno per clima, diritti umani e libertà religiosa

“Nel corso dei cordiali colloqui – informa una breve nota della Sala Stampa vaticana – ci si è soffermati sul comune impegno nella protezione e nella cura del pianeta, sulla situazione sanitaria e la lotta contro la pandemia di Covid-19, nonché sul tema dei rifugiati e dell’assistenza ai migranti. Non si è mancato di fare riferimento anche alla tutela dei diritti umani, incluso il diritto alla libertà religiosa e di coscienza”. Infine, prosegue la nota, “i colloqui hanno permesso uno scambio di vedute su alcune questioni attinenti all’attualità internazionale, anche nel quadro dell’imminente vertice del G20 a Roma, e alla promozione della pace nel mondo tramite il negoziato politico”.

Un comunicato della White House, diffuso poco dopo il congedo di Biden dal Vaticano, informa che il presidente Usa “ha ringraziato Sua Santità per il suo sostegno ai poveri e a chi soffre per fame, guerra e persecuzione nel mondo”. Biden “ha lodato la leadership di Papa Francesco nel combattere la crisi climatica, come anche il suo impegno a garantire la fine della pandemia per tutti, attraverso la condivisione dei vaccini e una ripresa economica globale equa”.

L’incontro con Parolin

L’udienza si è conclusa con il tradizionale scambio dei doni e il saluto alla delegazione, composta da dieci membri, tra cui il segretario di Stato Antony Blinken e il consigliere per la Sicurezza della Casa Blanca, Jake Sullivan. Poi Biden ha incontrato il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e il segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Paul Richard Gallagher. Al cardinale, riferisce la Casa Bianca, Biden ha espresso la gratitudine “per la leadership attiva della Santa Sede nellalotta contro la crisi climatica”, come pure “per aver fatto sentire la propria voce sulle persone ingiustamente detenute, anche inVenezuela e a Cuba”. I due, informa una nota, “hanno discusso gli sforzi per promuovere il sostegno globalealla vaccinazione anti Covid del mondo in via di sviluppo” e si sono impegnati “a continuare a usarele loro voci per sostenere le libertà personali e religiose nel mondo”.

Il Papa ha regalato al presidente Usa un dipinto su formella di ceramica che ritrae un pellegrino sull’argine del Tevere che indica la Basilica di San Pietro. Oltre a questo alcuni documenti, gli stessi consegnati qualche ora prima al presidente sudcoreano Moon: il Messaggio per Giornata mondiale sulla Pace del 2021 con la sua firma; il Documento sulla Fraternità Umana siglato ad Abu Dhabi con il grande imam di Al-Azhar; il volume sulla Statio Orbis pubblicato da LEV che raccoglie le più belle foto della preghiera del Pontefice il 27 marzo 2020, nel pieno della pandemia.

Biden ha ricambiato con una casula tessuta a mano con ricami di fiori e frutta. Essa risale al 1930, quando venne commissionata al noto sarto Gamarelli ed è stata utilizzata da allora negli Stati Uniti dai gesuiti. La casula proviene dall’archivio storico della Holy Trinity Catholic Church, importante chiesa di Washington frequentata da Biden che ha svolto un ruolo significativo nel sostenere le cause della desegregazione e dei diritti civili dal 1787 in poi. Contestualmente, la Casa Bianca ha assicurato che provvederà ad una donazione di abiti invernali alle organizzazioni di carità, a nome di Papa Francesco, per ringraziarlo di questo incontro, in occasione della Giornata mondiale dei poveri, il 14 novembre.

Biden, secondo quanto riportato dai media statunitensi, ha donato al Papa anche una moneta militare dello Stato del Delaware, la 261.ma unità in cui aveva servito il figlio Beau, stroncato nel 2015 da un tumore al cervello a 49 anni. Un evento drammatico per il quale Francesco aveva già espresso all’epoca la sua vicinanza incontrando, nell’aeroporto di Philadelphia dove era in visita per l’Incontro Mondiale delle Famiglie, una parte della famiglia Biden per offrire le proprie condoglianze e pregare insieme. “Lei è il più grande guerriero per la pace cheabbia mai incontrato”, ha detto il presidente al Papa consegnandogli la moneta, e dicendo che il figlio avrebbe voluto che gli facesse questo dono.

Quarto incontro

Come detto, l’udienza di oggi è il quarto contatto diretto tra Papa Francesco e Joe Biden. Il primo era avvenuto alla Messa inaugurale del pontificato il 19 marzo del 2013; poi i due si erano incontrati due anni dopo, nel 2015, durante la visita di Francesco negli Stati Uniti, prima alla Casa Bianca e al Congresso, in seguito a Philadelphia per il succitato Incontro delle Famiglie. Nel 2016, il terzo incontro il 29 aprile in Vaticano, dove Biden partecipava al Vertice mondiale dedicato alla medicina rigenerativa. A ciò si aggiunge la telefonata del Pontefice, nel novembre 2020, al neoeletto Presidente degli Stati Uniti per le congratulazioni. Lo staff di Biden aveva reso noto che il presidente ringraziava il Pontefice ed esprimeva apprezzamento “per la leadership di Sua Santità nel promuovere la pace, la riconciliazione e i legami comuni dell’umanità in tutto il mondo”. La nota riportava anche “il desiderio” del capo di Stato “di lavorare insieme sulla base di valori comuni” nel riconoscimento “della dignità e dell’uguaglianza di tutto il genere umano, la cura delle persone ai margini e dei poveri, la lotta al cambiamento climatico e l’accoglienza e l’integrazione dei migranti e dei rifugiati in tutte le comunità”.

Dal 1919 ad oggi sono sei i Papi che hanno ricevuto un presidente Usa in Vaticano: Benedetto XV, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Gli ultimi tre Pontefici hanno incontrato anche, ufficialmente, un leader americano in territorio statunitense.

giornalista per un giorno

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