Era la primavera del 2020 quando George Floyd venne ucciso durante un fermo della polizia a Minneapolis. Il Black Lives Matter torna in strada e le ultime parole dell’afroamericano diventano l’inno del movimento
A dilagare sui social network invece è la culture woke, che in quel periodo raggiunge il suo apice. Il fenomeno decolla e arriva Italia, sintetizzato con l’espressione: “Non si può dire più niente”. Il wokismo americano, però, ha avuto anche dei nomi di rilievo. Tra i sostenitori, infatti, spunta il nome di Alexandria Ocasio Cortez, uno dei volti principali della nuova (e giovane) sinistra americana.
Ma nella sua recente intervista alla Abc, la deputata dem seppellisce il suo passato virtuale. Per farlo, cita il post del consigliere comunale Gen Z di New York, Chi Ossé, che il 19 giugno su X scrive: “Woke 1 was crazyyyy”.
Cambia posizione anche il sindaco della Grande Mela, Zohran Mamdani, che durante il periodo delle proteste del Black Lives Matter si era schierato a sostegno del movimento Defund the police per tagliare i fondi delle forze dell’ordine statunitensi. “Qualche volta quello in cui credi può cambiare ed evolversi, e so che ci sono ancora persone che credono in questo”, ha detto il 34enne che con la sua vittoria a New York è diventato l’apripista dell’attuale avanzata della sinistra progressista. Ma con il dietrofront di AOC si apre un nuovo capitolo sulla cultura woke. Per la possibile candidata alla Casa Bianca, la formula per la vittoria è meno woke, più economia.
“Il primo woke è stato folle”. Una frase che ha scatenato terremoti
Il woke è una follia. Questa constatazione di buon senso non viene sostenuta in America da un conservatore, ma è stata pronunciata in tv da A. Ocasio Cortez, considerata nel passato prossimo una delle più ferventi sostenitrici della ortodossia woke. Al woke andrà progressivamente sostituita, per Cortez, l’economia. La “sinistra” italiana che si ispira alla tradizione dem americana degli ultimi anni, vede in Trump un incidente di percorso che può essere rimosso per ritornare alla precedente normalità. Le cose non stanno così. Anche se Trump dovesse perdere le elezioni e veder ridimensionato il suo potere, non ci sarà un ritorno al passato.
Perché?
L’America è cambiata e se Trump viene oggi messo in discussione dal suo stesso elettorato, questo fenomeno non è dovuto al fatto che il suo programma elettorale venga contestato. Al contrario oggi Trump è contestato dai suoi per non aver applicato il programma.
E quel programma era tutto concentrato sull’economia a scapito della finanza, sui bisogni materiali della popolazione anziché sulle speculazioni delle élites. Non si produce ricchezza reale a partire dalla moneta, ma a partire da una produzione reale che crei posti lavoro ed una ricaduta sul tenor di vita della popolazione.
Il famoso sogno americano costruito dal fordismo con l’aumento dei salari, viene revocato in contrapposizione a un sistema che produce ricchezza finanziaria svalutando i salari e il tenor di vita della popolazione.
E se il sogno americano andasse in frantumi, chi potrebbe ricostruirlo?
È paradossale che questa visione del mondo, che dovrebbe collocarsi a sinistra, sia stata sostenuta da un candidato conservatore. E che viceversa la cosiddetta sinistra degli ultimi anni abbia sostituito i diritti reali dei lavoratori, i diritti sociali degli americani con il diritto a perseguire e creare un’identità sessuale propria, tanto più appetibile quanto più paradossale, sino ad arrivare a fenomeni folkloristici come il matrimonio con un albero o con sé stessi!
Oggi la domanda di un’America impoverita non va in direzione di un’identità sessuale folkloristica, ma di esigenze reali di sopravvivenza! I Gay Pride non danno da mangiare alle famiglie.
Attenzione: gli americani sono naturalmente anticomunisti ed il fordismo non è stato un fenomeno nato dal basso, ma dall’alto, dal Capitalismo stesso per creare consumo anche a livello di massa e non solo d’élite, in modo da distenere la produzione industriale. In questo senso l’elettorato si aspetta che il benessere sociale non venga promosso dal basso ma dall’alto. Ma questo benessere non può più essere ignorato a favore di minoranze woke.
Letizia Giostra



