Il video selfie elegantemente ironico del Banchiere giornalista – autore di manuali di educazione finanziaria che affrontano i temi delle tasse e delle promesse dei politici – ha suscitato sui social media un immediato dibattito fra gli utenti della piattaforma Instagram, poiché l’intervento ricalca, con una fine rivisitazione parodistica, il cortometraggio che nel 2019 Giorgia Meloni, oggi Premier e all’epoca leader dell’opposizione, realizzò presso una stazione di servizio per sollecitare e proporre la progressiva riduzione delle accise sui carburanti
“Centoquattordici euro per un pieno di benzina? Erano 84, a parità di automobile, nell’epoca in cui Giorgia Meloni, oggi Presidente del Consiglio dei Ministri, girò quel bellissimo video alla stazione di servizio per evidenziare che, su 50 euro di pieno di allora, ben 35 andavano allo Stato in quanto ente impositore di accise e Iva”.
Il video selfie del Banchiere giornalista Beppe Ghisolfi, che questi ha realizzato e pubblicato sul proprio profilo Instagram, ha calamitato l’attenzione degli utenti della popolare piattaforma social, poiché ispirato, in chiave finemente ironica e parodistica, al cortometraggio esplicativo con cui, nel 2019, la leader di Fratelli d’Italia stigmatizzava la manovra di bilancio del primo Governo Conte (quello di cui faceva parte anche la Lega di Salvini oggi suo alleato e Vicepremier con delega proprio ai Trasporti) che prevedeva ipotesi di aumento delle accise come “clausola di salvaguardia” dei conti pubblici italiani concordati dall’Esecutivo gialloverde con la Commissione europea.
In un secondo video successivamente postato sulla propria pagina, il Professor Ghisolfi spiega le ragioni che lo hanno portato a realizzare la scena della stazione di servizio: “Il riferimento del mio intervento non era alle conseguenze delle tragiche guerre in corso, che di certo colpiscono i Paesi più dipendenti dalle importazioni di materie prime in questo caso energetiche; era alle promesse dei politici, argomento di cui da sempre mi occupo come giornalista e come autore di libri di educazione finanziaria. Le accise e l’Iva incidono sul prezzo finale, che versiamo materialmente al distributore, per una misura del 55 per cento del totale. Il merito di questa voce fiscale può essere affrontato nelle maniere più diverse, ma quando si fanno promesse politicamente tanto impegnative occorre essere poi in grado di mantenerle realisticamente”.

Deve essere precisato che la tassazione sui carburanti è una questione di diritto e di livello europeo, il che complica ulteriormente la posizione di chi promette interventi miracolistici sulla fiscalità che colpisce il pieno di benzina o diesel. Nella vicina Francia, per esempio, il Governo centrista di Macron ha scelto di utilizzare le accise come leva per finanziare la riconversione dell’industria automobilistica e per promuovere la diffusione di esemplari di autoveicoli non inquinanti a trazione elettrica o ibrida. In Germania, il Governo cristiano democratico di Merz ha appena stanziato 1,6 miliardi di euro per finanziare una parziale detassazione della durata di due mesi, mentre nella Spagna socialista di Sanchez l’Iva sui carburanti è stata più che dimezzata.

Nel caso italiano, deve essere ulteriormente specificato che si sono susseguiti, nel tempo, pronunciamenti giurisprudenziali della magistratura, soprattutto tributaria, che hanno dichiarato la non legittimità della cosiddetta “tassa sulle tasse”, ossia l’imposta sul valore aggiunto calcolata sulle accise dovute nel prezzo del carburante o nella bolletta del gas e della luce. Essendo l’Italia un Paese non di “common law” anglosassone, ma di “civil law”, le sentenze rappresentano un parametro di riferimento per giudicare successivi casi analoghi ma non costruiscono un “vincolo erga omnes” per lo Stato e per gli altri soggetti impositori fiscali che, quindi, seguitano nella stessa modalità di calcolo. Tanto che, per rendere possibile il micro intervento di riduzione delle accise, il Governo Meloni ha agito non sulla ridestinazione dell’extra gettito Iva ma riducendo i capitoli di spesa su sanità, scuola e università.
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