GIGI PROIETTI: «LA VECCHIAIA ARRIVA E NON POSSIAMO FARCI NIENTE. BISOGNA IMPARARE AD ACCETTARLA CON IRONIA»

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La vecchiaia arriva e non possiamo farci niente. Qualcuno diceva che, a una certa età, la malattia è proprio questa. È una specie di malattia d’usura, il corpo cambia e il tempo lascia inevitabilmente i suoi segni.

Ma non voglio essere pessimista.

Devo ringraziare i miei genitori per avermi regalato il senso dell’ironia, perché nella vita aiuta moltissimo. Soprattutto quando bisogna imparare ad accettare quello che cambia.
Basta pensare ai capelli.

Quando cominciarono a diventare grigi, durante le riprese de “Il maresciallo Rocca”, dovevo continuamente ritoccarli. A un certo punto sembrava che avessi del catrame in testa.

Mi capitò persino che un parrucchiere venisse a casa per farmi la tinta e il risultato fosse un colore violaceo. Sul set erano disperati. Io, invece, decisi che ne avevo abbastanza e mi tagliai i capelli.

Non è immediato abituarsi a vedersi con i capelli bianchi. Bisogna imparare a riconoscersi anche quando l’immagine nello specchio comincia a cambiare.
Quando ho smesso di tingerli, però, mi sono sentito libero.

In fondo credo che sia anche questo invecchiare: accettare ciò che non possiamo fermare senza perdere la capacità di sorridere di noi stessi.

La vecchiaia è un viaggio. E per affrontarlo servono accettazione e, soprattutto, un po’ di umorismo.