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“GIOBBE. STORIA DI UN UOMO SEMPLICE” AL FESTIVAL PALCHI NEI PARCHI

PALCHI NEI PARCHI, SABATO 26 GIUGNO ALL’EX OSPEDALE MILITARE IN VAL ALBA (MOGGIO UDINESE) LO SPETTACOLO GIOBBE. STORIA DI UN UOMO SEMPLICE”,

DAL ROMANZO DI JOSEPH ROTH, CON ROBERTO ANGLISANI.

MOGGIO UDINESE – Prosegue la rassegna di musica, teatro e danza ideata dal Servizio foreste e Corpo forestale – con il finanziamento della Regione Autonoma FVG – Palchi nei Parchi“, che con la sua seconda edizione sta attraversando numerosi palcoscenici naturali della regione.

Ultimo appuntamento del mese di giugno, sabato 26, alle 11.30 all’ex Ospedale Militare in Val Alba a Moggio Udinese, con la produzione del CSS-Stabile d’Innovazione “Giobbe. Storia di un uomo semplice”, dal romanzo di Joseph Roth, con Roberto Anglisani. Un evento realizzato in collaborazione con il Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

Più di cento anni fa, in Russia, al confine con la Polonia, in un villaggio così piccolo che non è riportato su nessuna mappa, viveva un maestro. Si chiamava Mendel Singer. Era devoto al Signore. Insegnava la Bibbia ai bambini. Insegnava con molta passione e poco successo. Uno stupido maestro di stupidi bambini: così pensava di lui sua moglie Deborah. Così inizia questo racconto, che attraversa trent’anni di vita della famiglia di Mendel Singer. Ma attraversa anche la storia del primo Novecento, dalla Russia all’America, dalla guerra russo – giapponese alla prima guerra mondiale e oltre. Ma soprattutto attraversa il cuore di Mendel, devoto al Signore, e dal Signore – crede lui – abbandonato.

La Riserva Naturale regionale della Val Alba, istituita nell’anno 2006, si estende per circa 3000 ettari all’interno del territorio del Comune di Moggio Udinese e comprende una proprietà regionale di 1978 ettari. Situata nel settore orientale delle Alpi Carniche meridionali, adiacente alle Alpi e Prealpi Giulie, è la prima Riserva Naturale compresa in un ambito regionale completamente alpino.

Il Ricovero militare del Vuâlt, posto a quota 1312 m, poco più a monte del Rifugio omonimo, è spesso denominato “Ospedale”. In realtà, era un presidio alpino destinato ad ospitare una compagnia di soldati (circa150 uomini). Spacciare le “caserme alpine” come “ospedali militari” faceva parte della strategia militare italiana che non voleva insospettire gli alleati austro-tedeschi (Triplice Alleanza), eludendo gli accordi della coalizione, mentre rafforzava le difese della regione friulana nella fascia confinaria del “Ridotto Carnico”. La costruzione dell’edificio, ad opera dell’8°Rgt. Alpini, si è conclusa nell’anno 1911, come rivela la data scolpita sul portale dell’entrata principale. La volumetria e la struttura del manufatto sono ben osservabili anche a seguito di interventi conservativi effettuati negli anni ’80.

Tutta il calendario della rassegna, che prosegue fino al 3 settembre. è su www.palchineiparchi.it. L’ingresso è gratuito previa prenotazione con la possibilità di aderire alla raccolta fondi green: con una libera offerta si può finanziare il progetto “Dopo la tempesta VAIA – Insieme per la rinascita dei boschi”.

 

www.palchineiparchi.it e canali social della rassegna

(Fondazione Luigi Bon – 0432 543049 – info@palchineiparchi.it)

giornalista per un giorno

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